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16-09-2018

ADOPT SREBRENICA 2018 : TORNATI DALLA BOSNIA!

Il racconto del viaggio di Adopt Srebrenica, la città rinasce dalle sue ferite
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Siamo da poco  tornati, il 2 settembre  2018 , dalla “ Settimana” organizzata da Adopt Srebrenica nella città del “genocidio” bosniaco . Progetto che da anni vuole accompagnare le donne e le madri nella richiesta di avere giustizia almeno nella ricerca dei corpi  dispersi dei propri cari e nell’impedire la dimenticanza di quanto accaduto in quella terra.   Che è  tutta europea, e che appartiene al futuro dell’Europa.

Siamo tornati stanchissimi, ma molto contenti.

Quest’anno, d uest’anno a Pescara siamo andati in 4 , due “vecchi” frequentatori e due per la prima volta. Oltre a Edvige Ricci e Massimo Luciani, a nome delle associazioni che sostengono il progetto, sono arrivati in Bosnia Gina Vespucci,di Pescara, medica psichiatra  e  Laura Di Marco, giovane laureata in serbo-croato all’Università di Pescara, nel corso della prof.ssa Rita Leto. Da Farindola, Laura è diventata  così  non solo un ponte preziosissimo fra noi, la Bosnia e le tante persone incontrate, ma si è anche appassionata a quella terra di dolore, alle donne e ai giovani come lei con cui abbiamo vissuto il programma di Adopt.

Perché rientriamo contentissimi, in questo settembre 2018?

Non per Srebrenica in quanto tale , che ancora viene tenuta sotto scacco dalla repubblica SRPSKA  di Bosnia,  ma perché ADOPT SREBRENICA, che negli anni abbiamo esteso nelle adesioni italiane,   è  diventata finalmente bosniaca!  Le figlie e i  figli , allora bambini, oggi cresciuti, di quelle donne musulmane ma anche pacificamente serbe, dopo anni  di collaborazione, viaggi e formazione con noi,  hanno preso in mano l’Associazione , ne sono i responsabili e ci hanno accolti in una SETTIMANA di iniziative, culturalmente altissima e coinvolgente.

Pienamente europei, con memorie e radici solide nella propria storia e nel dolore di essa, ma capaci  di guardare avanti, pur continuando a cercare, insieme alle madri,  i corpi dei padri, fidando però sulla convivenza e nella rinascita corale della città. Che per ora è ancora sotto tallone, pur se basterebbe la riattivazione delle terme, ed il futuro sarebbe già pronto.

Hanno la determinazione giusta a lavorare per la conciliazione che porti a superare la rappresentanza politica e sociale etnica, che è il prodotto della guerra.

E soprattutto hanno chiaro il compito di contrastare la migrazione giovanile  che è il rischio più grave per la Bosnia, e sanno che lo si può fare solo impegnandosi insieme per la propria terra, volendole bene.

Oltre i dibattiti, le visite guidate, le occasioni di festa, l’Associazione Adopt di Srebrenica ha anche  organizzato la presentazione di un libro fotografico per confronto fra i luoghi di ieri e di oggi, realizzato con contributo della Provincia di Bolzano,  testi in bosniaco ed inglese. Per chi volesse, abbiamo copie.

E cosi Bekir Halilovic, Valentina Gagic, Amra Nalic , Borko Dragigevic, Mohamed Avdic … e ancora tanti altri  insieme a loro,  oggi  responsabili di Adopt Srebrenica, diventano  i nostri interlocutori attuali insieme ai quali continueremo a lavorare per il  futuro di Srebrenica, per  il “ loro” riscatto  e per quello della “nostra” comune Europa.

Con loro discuteremo quindi di come continuare i “ponti” tra Pescara e Bosnia con i progetti agricoli e di artigianato  proposti da Donne in campo, di come  rafforzare le nostre relazioni europee, di come intensificare le relazioni con la nostra città e l’Abruzzo, con i giovani e meno giovani.

In tanti, negli anni, siamo andati da Pescara, citta’ ormai molto conosciuta a Srebrenica, insieme a  molti arrivati da Trieste, Venezia, Treviso, Bologna etc. Seguivamo l’ invito della Fondazione Langer di Bolzano, in nome delle idee europeiste  e di pace fra gli umani e con la natura che Alex ci ha consegnate. Alla Fondazione lo aveva chiesto , espressamente,  Irfanka Pasagic, psichiatra che dovette precipitosamente fuggire da Srebrenica  e, dopo la guerra,  necessitata a  sostenere anche professionalmente i bambini  negli orfanotrofi e le donne abusate e straziate. Ci disse che alle  donne  di Srebrenica  bastava solo che andassimo a “vedere”, a far loro capire  che sapevamo che esse esistevano. Creammo quindi “Adopt  Srebrenica” e andammo. Da Pescara siamo partiti , negli anni, in tanti, e per tutti è stata un’esperienza esistenziale importantissima e indimenticabile.

E adesso, avanti a noi, un diverso, ma altrettanto stimolante percorso da riavviare.

 

Rete di Adopt :

Mila donnambiente , Aiccre Abruzzo,  Olis, Donne in campo,  Baobab,  Scienza U18,  Ass.Donne Vestine, Emporio PrimoVere

Patrocinio Comune Pescara

Pescara, 16 settembre 2018

 







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