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10-10-2018

Interventi San Cetteo

I discorsi del Sindaco e del presidente del Consiglio per la cerimonia solenne del conferimento di Ciattè e Delfini D'Oro
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Intervento sindaco San Cetteo

 

Care pescaresi, Cari pescaresi, autorità, consiglieri, amici: Buon San Cetteo!

 

Vorrei cominciare questa giornata dal benvenuto, grazie a tutti per essere qui.

Lo dico alle donne, agli uomini, che premieremo, ai famigliari di chi non può ricevere questa benemerenza nelle proprie mani: grazie per avere destato l’attenzione della Città e ancora di più per questa iniezione di fiducia e positività che ci avete dato e, sono sicuro, darete a tutti con il vostro esempio. 

 

Una positività che ci è necessaria, perché viviamo tempi difficili, ne siamo tutti consapevoli. Basta leggere i giornali; basta guardare quello che succede fuori di qui; basta persino parlare con chi ci sta accanto e fare una semplice domanda per comprendere quale vulnerabilità attraversa le nostre storie in questo momento.

 

Diciamolo per primi noi stessi: il Bel Paese è diventato brutto: l’Italia sta diventando un Paese invivibile, un Paese incolto nel quale ogni regola è approssimativa, il suo rispetto incerto e i tratti di inciviltà non si contano ormai più.

 

Guardiamoci intorno: sono sempre più diffusi e sempre meno sanzionate dalla condanna pubblica: l’ignoranza, la superficialità, la maleducazione, l’aggressività gratuita. Una discussione informata è ormai quasi impossibile. In generale, specie in pubblico, l’italiano medio sopporta sempre meno di essere contraddetto e diffida di chi prova a farlo ragionare, mostrandosi invece disposto a credere volentieri alle notizie e alle idee più strampalate.

 

Non è un ritratto esagerato: è l’immagine che sempre più dà di sé il nostro Paese.

Nel costume di noi italiani è intervenuta una frattura che sta modificando anche la qualità della cultura civica del Bel Paese e dunque di tutta la nostra vita collettiva, a cominciare dalla vita politica, il cui degrado non comincia a Montecitorio, ma quasi sempre a casa nostra. Proprio per tali ragioni questo è un ritratto che tutti noi possiamo cambiare. Dobbiamo cambiare.

 

Cominciamo dedicandoci a questo giorno di festa che ci offre la possibilità di aprire gli occhi verso la bellezza di cui siamo portatori, come promotori o ignari artefici, comunque proprietari, che nonostante le difficoltà la nostra città è riuscita a costruire ed ha il dovere di proteggere.

 

Nella cerimonia di oggi Pescara mostra il meglio di sé: i nomi di tante e tanti che hanno fatto e fanno grande la città, nelle sue virtù più preziose come la generosità, la cultura, la musica, la creatività, lo slancio verso gli altri e la passione per lo sport, le arti, gli studi economici, la medicina. La capacità di creare innovazione e sviluppo nella ricerca, nella formazione e nel lavoro. La lungimiranza di tanti fondatori di realtà positive, di aggregazione, di ascolto, di sostegno. E le tante organizzazioni di volontariato, cultura e partecipazione che rendono Pescara ricca e libera.

 

E’ questa è la roccia su cui edifichiamo la nostra casa comune e a cui dobbiamo guardare per cambiare in meglio il mondo.

 

Questo è anche ciò che ci unisce, che ci rende fieri di Pescara e di essere ciò che siamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che sapremo fare per noi e per tutti, ci rende fieri di essere pescaresi.

 

Perché è vero che “Nu sem nu” e oggi tiriamo fuori il meglio dell’essere pescaresi, quello che vediamo riflesso nei premiati: donne e uomini che sono testimoni di grandezza e generosità. In tutti loro c’è Pescara. Sul loro lavoro, sul loro impegno e su quello dei tanti che vogliono una città migliore, si fonda la nostra fiducia nel futuro e la nostra capacità di dire con forza che non stiamo costruendo sulla sabbia. 

 

Al contrario, stiamo aprendo vie nuove, diffondendo idee e percorsi di progresso civico e civile; stiamo dando spazio alla pace e alla tolleranza, stiamo facendo di tutto per restituire insieme alle opere per la città anche la speranza e fiducia verso quanti sono rimasti indietro.

 

Essere uniti, pur nelle diverse sensibilità che attraversano la nostra comunità e il nostro territorio, ci deve rendere più forti e più liberi, fa crescere la fiducia e noi stessi e ci fa aprire con fiducia agli altri.

Questi sono i valori della città che amiamo, che sono alla base di ogni civiltà. 

 

Insieme possiamo rispondere con efficacia, e aprire una strada di crescita e di speranza per tutti, noi ci abbiamo lavorato in questi anni, riattivando tutti i percorsi interrotti, senza tralasciare l’importanza dei diritti. La mia fiducia in Pescara è completa.

 

So che da questa Città parte un’Italia diversa e migliore. E ne sono fiero con tutti voi.

 

Buon San Cetteo!

 

Pescara, 10 ottobre 2018

 

 

Il Sindaco Marco Alessandrini

 

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Intervento San Cetteo Presidente del Consiglio

Cari consiglieri, cari cittadini, cari tutti, ci ritroviamo in questa pubblica aula, la casa della città, per celebrare una giornata speciale per Pescara che celebra il suo Santo Patrono, San Cetteo. Un Santo che riassume in sé una storia di servizio e di accoglienza che identifica la nostra identità e che ogni giorno ci rende capienti nei confronti di tutti coloro che vivono, scelgono, lavorano e approdano sul nostro territorio.

I premi che daremo questa mattina sono un segno evidente di qualità come accoglienza, propensione verso chi ha bisogno, apertura verso i giovani e promozione della cultura. Talenti che sono fondamentale per alimentare sempre la crescita di una società civile, soprattutto in tempi come questi, attraversati dal livore, dominati dalla paura, sopraffatti da un senso di bisogno che rende la comunità più vulnerabile.

Per questo dobbiamo farci promotori di esempi positivi da raccontare alla nostra gente, che ci rappresentano tutti, perché con Pescara hanno tutti a che fare, sia che siano nati in città, sia che ci abbiano trascorso un segmento della propria esistenza o che l’abbiano resa grande nel proprio mondo, lontano dal nostro.

La nostra è una città dove la solidarietà muove fili invisibili ogni giorno e dà risposte, anche grandi a centinaia di famiglie, attraverso migliaia di volontari, di persone impegnate nella cura del prossimo, senza aspettarsi nulla in cambio.

Pescara ha una storia che dobbiamo continuare a scrivere insieme, per questo sono preziosi tutti i tasselli che con le nostre esperienze riusciamo ad aggiungere.

Questa è la città da cui nascono talenti di straordinario valore, che dobbiamo riconoscere e di cui dobbiamo andare fieri, perché hanno respirato l'aria aperta e creativa che qui di fronte al mare si respira e l’hanno portata oltre i nostri confini, facendoci conoscere.

Tutto questo è San Cetteo e altro ancora: è una città che si racconta attraverso una cerimonia solenne e che diventa più grande ad celebrazione; sono vite che si intrecciano perché la nostra storia si ripeta e vada avanti.

Buon San Cetteo a tutti!

 

Il Presidente del Consiglio Comunale

Francesco Pagnanelli

 

 










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