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24-09-2019

IL COMUNE INCONTRA IL RIFUGIATO GIUSEPPE DI FABIO

Il consigliere di opposizione ricevuto in Comune
per raccontare la sua odissea

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Erano lacrime di sofferenza quelle che sgorgavano dagli occhi di Giuseppe Di Fabio quando raccontava la sua personale odissea nelle carceri venezuelane. Un carcere conosciuto suo malgrado e nonostante fosse del tutto estraneo anche alle manifestazioni che erano state usate come pretesto per l’arresto. Eppure, Giuseppe Di Fabio è stato costretto a condividere gli spazi angusti delle celle con i delinquenti comuni, li che non aveva mai commesso il minimo reato e che però agli occhi del Governo rappresentava una persona pericolosa. Semplicemente perché all’opposizione. Semplicemente perché impegnato in una  battaglia politica che in qualsiasi Democrazia rappresenta il pane quotidiano dell’azione amministrativa.

Oggi  Giuseppe Di Fabio, 32 anni ex consigliere di Margarita (isola del Venezuela)  è in Abruzzo. Vi è giunto da pochi giorni passando attraverso Miami e lasciandosi dietro l’obbligo di firma impostogli da Maduro. Di Fabio non sa come reagirà la giustizia venezuelana perché  rischia un mandato di cattura internazionale. Però sa che ora in Abruzzo ha ritrovato due sorelle e può tentare di vivere più serenamente con la moglie e le due figlie.

E per raccontare la sua odissea ha scelto la sala consiliare di Pescara e l’ospitalità del sindaco Carlo Masci.

Organizzata dal Comune di Pescara con la collaborazione del giornalista Pierluigi Spiezia, Componente Osservatorio CRAM), alla conferenza stampa erano presenti, oltre al sindaco, il senatore Antonio Razzi, l’On Vittoria D’Incecco (entrambi firmatari dell’interpellanza che ha portato alla scarcerazione del giovane politico venezuelano di origine abruzzese) e l’ex consigliere regionale Ricardo Chiavaroli (nato in Venezuela). Tutti pronti a rinnovare il proprio sostegno a un cittadino di origine abruzzese che ha subito ingiustamente il carcere per la sua opposizione a Maduro.

L’intervento del  sindaco Carlo Masci è stato di grande impatto emotivo. Figlio di un emigrato in Venezuela, Masci sente in modo particolare le problematiche di chi ha dovuto lasciare la propria terra perché impossibilitato a potervi ancora vivere in serenità. E ha ricordato i tanti venezuelani di origine abruzzese che hanno contribuito alla crescita economica della loro regione natale, con le rimesse che hanno sostenuto per decenni l’economia abruzzese.

In una sala consiliare gremita da persone appartenenti alla comunità venezuelana, sono intervenuti – tra gli altri – l’imprenditore Jonny Margiotti, membro del COMITES e anche lui fuggito dal paese sudamericano e Carmen Passariello, di origine campana ma da anni residente a Montesilvano dopo essersi spostata con la famiglia da Caracas.

Al giornalista Pierluigi Spiezia che ha precisato come gli italiani fuggiti dal Venezuela abbiano lo status di Rifugiati il sindaco ha risposto con la proposta concreta di interessare il Settore delle Politiche Sociali.

“In un paese che deve così tanto alle comunità emigrate nel Mondo – ha spiegato il sindaco - dovrebbe esistere un canale privilegiato per chi è costretto a rientrare lasciandosi alle spalle il frutto dell’onesto lavoro. E ritengo che anche localmente bisogna prevedere dei meccanismi di tutela per gli italiani emigrati e i cittadini di origine italiana che devono ricominciare da zero. Canali privilegiati per avere un’abitazione e accessi al reddito di cittadinanza.”

Il sindaco ha dato subito seguito alle sue proposte, contattando il dirigente preposto alle politiche sociali per stabilire un incontro in tempi brevissimi sui temi affrontati nell’incontro.







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