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26-01-2020

"CALLALILY" VESTE UN PILONE DELL'ASSE ATTREZZATO DAL 27 GENNAIO

L'ARTE DOMINA IL FIUME PESCARA


“La bellezza salverà il mondo” è la frase di Fëdor Dostoevskij che accompagna la nuova installazione pubblica di Pep Marchegiani dal titolo “Callalily”. A partire dal 27 gennaio, quando avverrà l'inaugurazione sul sito prescelto, l’opera svetterà sul fiume Pescara campeggiando su uno dei piloni dell’asse attrezzato, nel cuore della città adriatica. L'evento è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa a palazzo di città, cui hanno partecipato l'assessore comunale alla Cultura Maria Rita Paoni Saccone, tra i principali sostenitori di quello che a tutti gli effetti si presenta come un progetto pilota di decoro urbano artistico, e il sindaco Carlo Masci. <Questa è un'opera molto bella - ha detto il sindaco Carlo Masci - come rappresenta in pieno proprio la frase di Dostoevskij. E per una città come Pescara, che ha deciso di sposare la bellezza e riscoprire la cultura, è un evento molto positivo>.
L’iniziativa, curata dal mecenate Giuseppe Rossi e realizzata in collaborazione con le famiglie Epifanio e Rossi, proprietarie della concessionaria Autoepi, si avvale del patrocinio del Comune di Pescara e dell’Associazione Massimo Oddo Onlus.
Il soggetto rappresenta una calla il cui pistillo è sostituito da una matita: due elementi che simboleggiano la
purezza delle idee. E’ proprio questo il fondamento su cui si basa il progetto che mira a rendere Pescara, nuovamente,
un punto di riferimento sul tema della creatività, facendone un’occasione di sviluppo del territorio.
Per nulla casuale anche la scelta della data della presentazione dell’opera, il 27 gennaio, “Giorno della memoria”, che nel caso di Callalily vuole rappresentare una “memoria estesa”, per ricordare che la
cultura rende consapevoli. Callalily, con le sue dimansioni, è un’opera di grande impatto visivo ed emotivo che ha richiesto anche una forte sinergia tra i vari soggetti coinvolti.
Per la sua installazione, infatti, è stato necessario, oltre all’ingegno creativo di Marchegiani, l’intervento delle istituzioni, della Capitaneria di Porto, dei mecenati e dei tecnici. Solo attraverso il lavoro di squadra è stato possibile il suo posizionamento nell’area portuale, su uno dei piloni
dell’asse attrezzato, ben visibile dal ponte d’Annunzio.






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