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29-01-2020

Ricordata la figura di Emilio Alessandrini a 41 anni dal barbaro assassinio
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<Questa è una data tatuata nella mia anima, perché qui non si tratta solo di ricordare la figura di mio padre ma di rivivere ogni volta un evento che ha segnato per sempre me e la mia famiglia>. Le parole dell’avvocato Marco Alessandrini – ieri mattina nell’auditorium Petruzzi di via delle Caserme - hanno commosso i presenti alla giornata di commemorazione di Emilio Alessandrini, il magistrato pescarese trucidato a soli 36 anni dai terroristi di Prima Linea a Milano il 29 gennaio 1979. Una data che il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli, ha voluto onorare promuovendo una conferenza cui hanno preso parte, oltre ai famigliari del magistrato scomparso (il figlio Marco e la moglie Paola), il vicesindaco Gianni Santilli e Massimiliano Serpi, Procuratore della Repubblica di Pescara, Alberto Liguoro, già Consigliere della Corte di Cassazione, e Angelo Mariano Bozza, Presidente del Tribunale di Pescara. 

<La città di Pescara – ha detto il presidente del Consiglio Comunale Antonelli – raccoglie oggi e continuerà a farlo l’esempio e il ricordo di Emilio Alessandrini perché, come direbbe il giudice Gherardo Colombo, “non vogliamo perdere il vizio della memoria”. Alle scolaresche e agli studenti – che oggi sono qui presenti - soprattutto a loro dobbiamo trasferire quei valori che erano i valori di Emilio Alessandrini>.
Il vice sindaco Gianni Santilli ha portato il saluto dell’amministrazione comunale del capoluogo: <Alessandrini – ha detto Santilli – è stato un personaggio-simbolo e lo
è ancora a 41 anni di distanza. Rappresentava quella fascia di giudici progressisti ma intransigenti, né falchi chiacchieroni né colombe arrendevoli. Fu proprio il presidente Sandro Pertini a sostenere dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura che Emilio Alessandrini non è stato protetto, pur se stava indagando sul terrorismo ed era già nel mirino. Non fu mai chiarito se avesse rifiutato la scorta, certo è che la scorta doveva comunque averla, come sostenne lo stesso Capo dello Stato>. Nel suo intervento il procuratore capo della Repubblica di Pescara, Massimiliano Serpi, ha affrontato il tema legato all’eredità di Emilio Alessandrini: <A chi mi chiede e si chiede se Alessandrini e lo Stato abbiano perso, rispondo che Alessandrini ha difeso e tutelato fino all’estremo sacrificio la nostra Costituzione. E’ la stessa ragione per la quale molte persone hanno pagato con la vita. Ha vinto perché grazie anche a lui.






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