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01-03-2021

Pescara rende omaggio a d'Annunzio nell'83° anniversario della morte

Un’ondata di commozione attraversò l’Italia nell’apprendere che il I marzo 1938 Gabriele d’Annunzio era spirato al tavolo di lavoro del Vittoriale. All’epoca tutte le prime pagine dei giornali furono dedicate alla scomparsa del Vate pescarese, con lo stile retorico dell’epoca, ma comunque a testimonianza del ruolo apicale e della fama di una delle figure più importanti della letteratura, della storia e della cultura non solo italiana. Partendo dalla provincia e nella piena consapevolezza delle sue qualità d’Annunzio seppe conquistare l’Italia con i suoi versi, con il suo stile, con i suoi amori, con i suoi scandali: una vita inimitabile, dell’uomo proteso al mito che seppe alimentare in ogni suo aspetto. Gli anni che trascorse sul Lago di Garda dopo l’impresa di Fiume furono spesi a consolidare la leggenda di se stesso, negli eccessi che l’avevano accompagnato ininterrottamente dall’esordio al crepuscolo. A 83 anni dalla morte Pescara ricorda il suo figlio più illustre che la volle città e che la eternò nella letteratura e negli scritti.

 







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