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Regolamento


REGOLAMENTO




COMUNE DI PESCARA
REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE
E DISCIPLINA DEL  CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE
 
 
 
TITOLO I – Istituzione ed Ordinamento del Corpo
 
Art. 1   Corpo di Polizia Municipale
Art. 2   Disposizioni generali e di rinvio
Art. 3   Polizia Amministrativa Locale
Art. 4   Funzioni di Polizia Stradale
Art. 5   Funzioni di Polizia Giudiziaria
Art. 6   Funzioni di Pubblica Sicurezza
Art. 7   Incolumità Pubblica e Sicurezza Urbana
Art. 8   Funzioni e compiti del Corpo della Polizia Municipale nel Comune di Pescara
Art. 9   Collaborazione con le Forze di Polizia dello Stato
Art. 10 Funzioni del Sindaco e dipendenza della Polizia Municipale
 
 
TITOLO II – Organico ed attribuzioni
 
Art. 11 L’Amministrazione Comunale e il Corpo della P.M.
Art. 12 Ordinamento organizzativo e territoriale del Corpo
Art. 13 Organico del Corpo
Art. 14 Accesso al Corpo di P.M.
Art. 15 Qualifiche e Categorie
Art. 16 Attribuzioni del Comandante
Art. 17 Attribuzione delle funzioni vicarie
Art. 18 Attribuzioni Capi Servizio – Titolari di Posizione Organizzativa -
Art. 19 Attribuzione degli Istruttori Direttivi di Vigilanza
Art. 20 Attribuzione degli Operatori (Istruttori di vigilanza)
Art. 21 Rapporto gerarchico
 
 
TITOLO III
Formazione Professionale – Servizi del Corpo – Mobilità – Distacchi
 
Art. 22 Formazione professionale
Art. 23 Formazione di base per gli Agenti di Polizia Municipale
Art. 24 Altri corsi di istruzione professionale
Art. 25 Aggiornamento e specializzazione professionale
Art. 26 Funzionalità ed efficienza dei servizi – Assegnazione e impiego del personale -
Art. 27 Servizi di controllo
Art. 28 Servizio a bordo di veicoli
Art. 29 Estensione dei Servizi
Art. 30 Personale amministrativo in servizio presso il Corpo di Polizia Municipale
Art. 31 Servizi ai privati
Art. 32 Collegamento dei servizi a mezzo radio ed apparecchi audiovisivi
Art. 33 Prestazioni straordinarie e prolungamento del servizio
Art. 34 Mobilitazione degli appartenenti al Corpo
Art. 35 Servizi essenziali garantiti
Art. 36 Reperibilità
Art. 37 Obbligo di intervento e di rapporto
Art. 38 Distacco, comandi e missioni
Art. 39 Mutamento di Mansioni
Art. 40 Ordine del giorno e di servizio
 
 
TITOLO IV – Doveri – Norme di comportamento
 
Art. 41 Norme generali: doveri
Art. 42 Segreto d’ufficio e riservatezza
Art. 43 Cura dell’uniforme e della persona
Art. 44 Servizi in abito civile
Art. 45 Orario e posto di servizio
Art. 46 Comportamento in pubblico
 
 
TITOLO V – Disciplina – Assenze – Riconoscimenti
 
Art. 47 Obbligo del saluto
Art. 48 Norme disciplinari
Art. 49 Assenze dal servizio
Art. 50 Igiene e sicurezza sul lavoro. Accertamenti sanitari
Art. 51 Encomi ed elogi
Art. 52 Congedo ordinario
Art. 53 Riposo settimanale e festività infrasettimanali
Art. 54  Gradi, distintivi ed onorificenze
Art. 55 Destinazione dei proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie (art. 208 C.d.S.) – Fondo previdenziale ed assistenziale
Art. 56 Patrocinio legale
 
 
TITOLO VI – Dotazioni
 
Art. 57 Uniforme
Art. 58 Manutenzione dell’uniforme
Art. 59 Strumenti e mezzi operativi
Art. 60 Tessera e placca di riconoscimento
Art. 61 Arma d’ordinanza
 
 
NORME FINALI
 
Art. 62 Entrata in vigore
 
 
TITOLO I
 Istituzione ed ordinamento del Corpo
 
 
Art. 1 – Corpo di Polizia Municipale
            Ai sensi della Legge 7 marzo 1986, n. 65, “Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale”, e dell’art. 12 della Legge Regione Abruzzo 20 novembre 2013, n. 42, il presente Regolamento disciplina l’organizzazione ed il funzionamento del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Pescara, per lo svolgimento istituzionale delle funzioni di Polizia amministrativa, giudiziaria e di pubblica sicurezza, con particolare riguardo alle materie di cui alla normativa statale, regionale, comunale e contrattuale sull’Ordinamento della Polizia Municipale.
            Esso abroga e sostituisce ogni precedente regolamento, norma o disciplina, che rechi disposizioni in contrasto con il presente Regolamento; per tutto quanto dallo stesso non espressamente disciplinato si fa prioritariamente richiamo alla normativa statale e regionale di cui sopra, oltre che alla normativa legislativa ed alla contrattazione collettiva nazionale nonchè ai regolamenti comunali inerenti la materia in questione.
 
 
Art. 2 – Disposizioni generali e di rinvio
            Al personale del Corpo di Polizia Municipale, ove non sia diversamente stabilito, si applicano le disposizioni che disciplinano lo stato giuridico ed il trattamento economico dei dipendenti del Comune di Pescara, contenute nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi dell’Ente, nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nella legge della regione Abruzzo disciplinante la polizia amministrativa locale  e nelle normative speciali vigenti in materia.
            Salvo che non sia diversamente stabilito, tutte le disposizioni del presente regolamento riferite agli Operatori si applicano a tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale: Comandante, Ufficiali, Sottufficiali ed Agenti.
 
 
Art. 3 – Polizia Amministrativa Locale
            Ai sensi del d.lgs. 112/1998, recante “Disposizioni in materia di polizia amministrativa regionale e locale e regime autorizzativo”, le regioni e gli enti locali sono titolari delle funzioni e dei compiti di polizia amministrativa nelle materie ad essi rispettivamente trasferite ed attribuite.
            Più in particolare, le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla polizia amministrativa locale concernono le misure dirette ad evitare danni o pregiudizi che possono essere arrecati ai soggetti giuridici ed alle cose nello svolgimento di attività relative alle materie nelle quali vengono esercitate le competenze, anche delegate, del Comune senza che ne risultino lesi o messi in pericolo i beni e gli interessi tutelati in funzione dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica di cui all’art. 159 d.lgs. 112/98.
 
Art. 4 – Funzioni di Polizia Stradale
            Il personale che svolge servizio di Polizia Municipale, nell’ambito territoriale dell’Ente di appartenenza, esercita ex lege tutti i servizi di Polizia Stradale con particolare riguardo a:
  • Prevenzione ed accertamento di illeciti in materia di circolazione stradale;
  • Rilevazioni tecniche relative ad incidenti stradali con priorità per quelli in cui siano prodotte lesioni alle persone;
  • Predisposizione ed esecuzione di servizi diretti alla regolamentazione del traffico;
  • Servizi di scorta per la sicurezza della circolazione;
  • Tutela e controllo sull’uso delle strade;
  • Collaborazione con i competenti uffici comunali allo studio e alla pianificazione dei provvedimenti di interesse viabilistico e di disciplina e sicurezza del traffico, mediante sopralluoghi ed espressione di pareri.
            Il personale della Polizia Municipale concorre altresì alle operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere.
 
 
Art. 5 – Funzioni di Polizia Giudiziaria
            Il personale che svolge servizio di Polizia Municipale, nell’ambito del territorio dell’Ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercita ex lege funzioni di Polizia Giudiziaria assumendo a tal fine la qualità:
  • di Agente di Polizia Giudiziaria, riferita agli Operatori e Sottufficiali;
  • di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, riferita al Comandante ed agli altri Ufficiali (Funzionari ed Istruttori Direttivi di vigilanza).
            Può essere istituito, ai sensi dell’art. 12 delle disposizioni di attuazione del c.p.p., un nucleo di polizia giudiziaria distaccato presso la locale Procura della Repubblica, al quale è affidato il compito di svolgere, in via prioritaria e continuativa, le funzioni indicate nell’art. 55 del codice.
 
 
Art. 6 – Funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza
            Gli appartenenti alla Polizia Municipale, nell’ambito territoriale dell’Ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercitano funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza.
            La qualifica di Agente di PS è conferita dal Prefetto, previa comunicazione del Sindaco, dopo aver accertato il possesso dei requisiti di cui all’art. 5 L. 65/86.
            La qualità di agente di pubblica sicurezza viene dichiarata decaduta dal Prefetto ove, sentito il Sindaco, venga accertato il venir meno di alcuno dei requisiti di legge.
 
 
Art. 7 – Incolumità pubblica e sicurezza urbana
            Sono altresì attribuite al Corpo della P.M. mansioni di prevenzione e contrasto ai fini dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, quali condizioni primarie per un ordinato svolgimento della vita civile.
            Per incolumità pubblica si intende l’integrità fisica della popolazione.
            Per sicurezza urbana si intende un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.
            Ai fini di cui sopra, e previo specifico provvedimento del Sindaco, quale Ufficiale di Governo, la Polizia Municipale interviene, con l’ausilio delle Forze di Polizia statali, per prevenire e contrastare:
a)      Le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati all’abuso di alcool;
b)      Le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana;
c)      L’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili tali da favorire le situazioni indicate ai punti a) e b);
d)      Le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico;
e)      I comportamenti che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati e che rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi.
            Il Corpo della PM, inoltre, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali e sulla base degli indirizzi promananti dal Sindaco, concorre alla definizione di un sistema integrato di politiche per la sicurezza urbana attraverso:
-          La promozione di percorsi formativi presso le scuole per la diffusione della cultura della sicurezza , della prevenzione e della legalità.
-          Lo svolgimento di azioni positive, quali campagne di informazione, promozione della vigilanza di prossimità ed ogni altra azione finalizzata a ridurre l’allarme sociale, la criminalità e gli atti incivili.
 
 
Art. 8 – Funzioni e compiti del Corpo della Polizia Municipale nel Comune di Pescara
            Ferma restando la competenza dello Stato nelle materie dell’ordine e della sicurezza pubblica - ai sensi dell’art. 117, secondo comma lett. h) della Costituzione -, le funzioni ed i compiti del Corpo della Polizia Municipale comprendono l’insieme delle attività rese alla collettività per il controllo del territorio, e per rispondere alle esigenze del rispetto della legalità quale elemento fondamentale della società civile e condizione essenziale per il suo sviluppo, e sono dirette a tutelare l’ordinata e civile convivenza a livello locale, attraverso la prevenzione ed il contrasto delle situazioni e dei comportamenti che violano le leggi ed i regolamenti. In particolare i compiti e le funzioni specifici della Polizia Municipale sono i seguenti:
a)      La polizia amministrativa locale, come sopra definita;
b)      La vigilanza per la prevenzione e la repressione delle violazioni ai regolamenti ed alle ordinanze comunali in materia di polizia locale;
c)      Lo svolgimento di incarichi di informazione, di accertamento e di rilevazione dei dati connessi ai compiti istituzionali del Comune;
d)      La vigilanza sull’integrità e sulla conservazione del demanio e del patrimonio comunale;
e)      La prestazione di “servizi d’ordine”, di vigilanza, d’onore e di scorta necessari per l’espletamento delle attività e dei compiti istituzionali;
f)       La prestazione di soccorso in occasione di pubbliche calamità e disastri, in collegamento e raccordo con gli altri organi operanti nel Settore della Protezione Civile;
g)      La polizia urbana, rurale, edilizia, commerciale, annonaria, ambientale, mortuaria e, più in generale, la tutela del consumatore;
h)      La polizia tributaria con specifico riferimento alle attività ispettive e di vigilanza relative ai tributi locali di competenza;
i)        I servizi di rappresentanza necessari all’espletamento delle attività istituzionali del Comune, nonché i servizi di scorta al Sindaco ed al civico Gonfalone.
j)        Segnalazioni alle autorità competenti di disfunzioni o carenze dei servizi pubblici.
k)      Trattamenti ed accertamenti sanitari obbligatori: in particolare, predisposizione dell’ordinanza sindacale ed esecuzione della stessa limitatamente al servizio di scorta del personale sanitario incaricato della esecuzione di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e di Accertamento Sanitario Obbligatorio (ASO), nonché all’assistenza al personale sanitario competente, soltanto in caso di resistenza o violenza ed ove strettamente necessario.
l)        Rilasciare i permessi per disabili e per il transito nelle ZTL, oltre a collaborare sinergicamente con i competenti uffici comunali in relazione alle relative ordinanze da emanare.
m)   Predisporre gli atti relativi ai ricorsi presentati al Giudice di Pace per i verbali al Codice della Strada, attraverso apposito Ufficio Legale, nell’ambito del Servizio Comando.
 
  • La Polizia Municipale esplica le proprie funzioni curando che ogni relazione con il cittadino/utente sia ispirata a cortesia, disponibilità e piena collaborazione per le necessità e difficoltà insorgenti, nonché ad accoglienza per i visitatori della città.
  • Il Corpo è tenuto, al suo interno, ad osservare, pur nel rispetto dei ruoli, comportamenti che compongano ogni divergenza, nella consapevolezza del ruolo rivestito e dell’interesse del cittadino.
             
            Gli addetti al Corpo della Polizia Municipale, fatto salve le attribuzioni del Sindaco nei casi di legge, non possono essere destinati a compiti o mansioni diversi da quelli tassativamente indicati dalla vigente normativa regionale.
            A tutto il personale del Corpo si applicano per gli istituti accessori della indennità di risultato, della progressione economica orizzontale, dell’efficienza, della produttività, ecc, le previsioni di cui al D. Lgs. 150/2009 e ss.mm.ii..
 
 
Art. 9 - Collaborazione con le Forze di Polizia dello Stato
            Nell’esercizio delle funzioni in materia di pubblica sicurezza, polizia giudiziaria ed ordine pubblico cui il Sindaco sovrintende, quale ufficiale di governo, ai sensi del novellato art. 54, comma 1, d.lgs. 267/2000, il Corpo della Polizia Municipale coopera con le Forze di Polizia statali nell’ambito delle direttive di coordinamento impartite dal Ministro dell’Interno – Autorità nazionale di pubblica sicurezza -.
            Più in generale, nell’ambito territoriale dell’Ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, collabora con le Forze di Polizia dello Stato, previa disposizione del Sindaco, quando ne venga fatta, per specifiche operazioni, richiesta motivata dalle competenti autorità.
            Nei casi d’urgenza la disposizione può essere impartita dal Comandante. In tal caso ne deve essere data immediata comunicazione al Sindaco.
            Nell’esercizio di tali funzioni il personale dipende operativamente e funzionalmente dalle competenti Autorità di Pubblica Sicurezza, nel rispetto delle intese intercorse con le dette Autorità.
            L’ambito territoriale in cui la Polizia Municipale esercita tutte le funzioni riportate nel presente articolo è il territorio del Comune di appartenenza, fatte salve le eccezioni di legge.
 
 
Art. 10 - Funzioni del Sindaco e dipendenza della Polizia Municipale
            Nel rispetto del principio di separazione tra funzioni di indirizzo politico e funzioni attinenti alla gestione operativa, al Sindaco compete il potere di impartire gli indirizzi al Comandante del Corpo ed il controllo sullo svolgimento delle funzioni e dei compiti di polizia municipale per l’efficace raggiungimento degli obiettivi assegnati.
            Il Comandante del Corpo, ferma restando l’autonomia organizzativa ed operativa, è responsabile direttamente verso il Sindaco della propria attività istituzionale.
Per la verifica del rispetto degli indirizzi e per le azioni di coordinamento e controllo attinenti alla gestione amministrativa, il Sindaco si può avvalere del Direttore Generale.
Il Sindaco, per il tramite del Comandante dispone dell’impiego del personale per particolari servizi o specifiche operazioni, d’intesa con le Autorità competenti, a norma degli artt. 3 e 4, della L. 65/1986.
            Il Sindaco comunica al Prefetto i nominativi del personale addetto alla Polizia Municipale per il conferimento e/o la revoca della qualità di agente di pubblica sicurezza.
 
 
TITOLO II
Ordinamento e Dotazione Organica
 
 
Art. 11 L’Amministrazione comunale ed il Corpo della P.M.
            Ai sensi della vigente normativa e preso altresì atto delle disposizioni in tal senso dettate dal vigente C.C.N.L. (Capo III del C.c.n.l. 22 gennaio 2004; contratto dirigenti area Enti Locali 22 febbraio 2006), che evidenzia la necessità di riconoscere il ruolo specifico della Polizia Locale, il Corpo della Polizia Municipale costituisce un’unità operativa autonoma e complessa che non può costituire struttura intermedia di settori amministrativi più ampi, né essere posta alle dipendenze di un dirigente di settore, di servizio, di area, di dipartimento o di unità operativa diversa comunque denominata.
            Pertanto il Comandante del Corpo riveste la qualifica e la posizione apicale prevista per il personale dell’Ente, e la qualifica di Comandante, anche se conferita temporaneamente o ad interim, deve sempre essere attribuita a personale in possesso dello status di appartenente alla Polizia Municipale e con comprovata professionalità ed esperienza in riferimento ai compiti specifici previsti dalla legge (statale e regionale) per la Polizia Municipale.
            In caso di vacanza del posto nella dotazione organica, nelle more dell’espletamento del concorso, le funzioni di Comandante possono essere conferite, per un massimo di sei mesi, al personale del Corpo, interno all’Ente che, unitamente al possesso dei requisiti morali e di onorabilità di legge, abbia maturato almeno cinque anni di appartenenza nella categoria richiesta per lo svolgimento di tale incarico o, in mancanza, nella categoria immediatamente inferiore.
            L’affidamento a personale esterno all’Ente dell’incarico a tempo determinato di Comandante del Corpo, previo accertamento dell’impossibilità di far ricorso al personale interno, è subordinato al possesso, unitamente al godimento dei requisiti morali e di onorabilità di legge, del requisito individuale di Comandante di un Corpo di Polizia Municipale per un periodo di almeno cinque anni, con inquadramento nella categoria richiesta per ricoprire il posto vacante.
            Qualora l’Ente si trovi nell’impossibilità di individuare il soggetto avente i requisiti di cui al comma precedente, può affidare l’incarico a soggetto appartenenti a forze di Polizia di Stato che, unitamente al godimento dei requisiti morali e di onorabilità di legge, abbiano espletato funzioni di Comandante per un periodo di almeno cinque anni, con inquadramento nella categoria richiesta per ricoprire il posto vacante.
              
           
Art. 12 Ordinamento organizzativo e territoriale del Corpo
            Il Corpo di Polizia Municipale è strutturato in Reparti Operativi riferiti alle seguenti funzioni istituzionali:
-          Reparto Comando ed Ufficio Turni e Servizi;
-          Reparto Sicurezza Stradale, Pronto Intervento ed Infortunistica Stradale;
-          Reparto Commercio, Tutela Ambientale e Polizia Amministrativa;
-          Reparto Edilizia e Patrimonio Immobiliare, Polizia Giudiziaria e Sicurezza Urbana
I Reparti a loro volta sono suddivisi in Unità Operative.
            Al fine di ottenere un’ampia e sollecita funzionalità delle strutture tecniche ed operative, sulla base degli indirizzi e delle direttive promananti dal Sindaco, è possibile istituire profili ed Uffici decentrati ai quali è affidato lo svolgimento di specifiche funzioni nell’ambito del territorio di una o più circoscrizioni comunali.
           
 
Art. 13 – Organico del Corpo
            La dotazione organica del Corpo di Polizia Municipale, visti gli obiettivi e le esigenze di servizio, è determinata tenendo conto dei seguenti parametri:
-          condizioni demografiche e morfologiche relative alla densità della popolazione residente e fluttuante, anche alla luce dei flussi turistici tipici dei periodi estivi e delle maggiori festività, durante i quali potranno essere previste forme di lavoro flessibile o il ricorso a lavoratori stagionali;
-          densità commerciale e del terziario in genere, in relazione alle condizioni economiche e sociali del proprio territorio;
-          attribuzione di sempre crescenti funzioni, relative alla sicurezza urbana, al degrado urbano, alla contraffazione, al sistema più burocratizzato dei vari ambiti della gestione economico-finanziaria dell’Ente, nonché all’utilizzo di personale della P.M. applicato presso la locale Procura.
            Per quanto sopra, il numero minimo degli addetti da destinare al Corpo della Polizia Municipale deve essere determinato in ragione dei criteri, dei parametri e dei dati numerici di cui sopra, fatte salve specifiche previsioni di legge sulla dotazione di organico degli Enti Locali.
 
 
Art. 14 – Accesso al Corpo di P.M.
            Per accedere al Corpo della Polizia Municipale di Pescara è sempre richiesto il possesso dei requisiti morali e di onorabilità necessari ai fini del conferimento, da parte del Prefetto, della qualifica di agente di P.S. di cui all’art. 5, comma 2, L. 7 marzo 1986, n. 65, ovvero (tra gli altri) il godimento dei diritti civili e politici, l’idoneità psico-fisica, piena ed incondizionata, all’impiego ed alle mansioni proprie della P.M. di cui al D. Lgs. 81/2008, il non aver subito condanne a pena detentiva per delitto non colposo, il non essere stato sottoposto a misure di prevenzione, e il non aver riportato condanne penali che impediscano, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, la costituzione del rapporto di impiego con la P.A..
            Al fine di assicurare la tutela della credibilità, della onorabilità e del prestigio che deve contraddistinguere chi è chiamato a svolgere le peculiari funzioni della Polizia Municipale, esplicantesi in mansioni istituzionali di Polizia Giudiziaria, Pubblica Sicurezza, Polizia Amministrativa, Sicurezza Urbana, i predetti requisiti (unitamente al requisito professionale della laurea in giurisprudenza, o equiparata, del vecchio ordinamento) devono sussistere, e permanere, in primis, nel caso di assunzione/nomina del Comandante del Corpo di P.M., per il quale l’accesso alla funzione avviene ai sensi dell’art. 97 Cost., fatto salvo il previo esperimento delle obbligatorie procedure di mobilità, da effettuarsi quest’ultima esclusivamente nei limiti delle previsioni di cui al precedente art. 11 e della connessa legge regionale di riferimento.
            I medesimi requisiti di cui sopra devono essere altresì posseduti da parte degli Ufficiali del Corpo cui vengano conferiti gli incarichi di Alta Professionalità, Posizione Organizzativa, nonché funzioni Vicarie.
 
 
Art. 15 – Qualifiche e Categorie
            Fermo restando il sistema di classificazione determinato dai C.C.N.L. vigenti, fino all’approvazione del Regolamento Regionale di cui all’art. 26 della L.R. n. 42/2013, e dei provvedimenti previsti dagli articoli 10, 20 e 21 della medesima L.R. n. 42/2013, trova applicazione quanto disposto dal vigente Regolamento del Corpo di P.M., in virtù del quale sono istituite le seguenti qualifiche e categorie funzionali:
  • Comandante - Dirigente del Corpo della Polizia Municipale;                               
  • Capo Servizio: Ufficiale Titolare di posizione organizzativa/Alta Professionalità;
  • Responsabile Unità Operativa: Ufficiale Istruttore direttivo di vigilanza; 
  • Sottufficiale ed Operatore:Istruttore di vigilanza.                                                 
 
 
Art. 16 – Attribuzioni del Comandante
            Nel rispetto del principio di separazione tra funzioni di indirizzo politico e funzioni attinenti alla gestione operativa e del personale, al Sindaco compete il potere di impartire gli indirizzi nei confronti del Comandante del Corpo nonché il controllo sullo svolgimento delle funzioni e dei compiti di polizia per l’efficace raggiungimento degli obiettivi assegnati.
            Pertanto, ferma restando l’autonomia organizzativa ed operativa, il Comandante del Corpo è responsabile verso il Sindaco della gestione delle risorse assegnate, dell’organizzazione e dell’impiego tecnico-operativo, della disciplina degli addetti alla polizia locale, della comunicazione interna ed esterna, dell’addestramento e della formazione degli appartenenti al Corpo; lo stesso assicura la presenza in servizio ed organizza il proprio tempo di lavoro, nel rispetto dell’orario settimanale contrattualmente previsto, in modo flessibile rispetto alle esigenze connesse con l’espletamento dell’incarico affidato.
Il Sindaco esplica le attività di competenza secondo le previsioni di cui all’art. 10.
            Spetta al Comandante, con l’unico ed inderogabile limite del rispetto del segreto istruttorio, ogni forma di rappresentatività esterna dell’attività del Corpo relativamente agli atti, ai provvedimenti ed alle operazioni di servizio svolte dalle polizia municipale.
            Eventuali ulteriori incarichi conferiti dall’ente locale non possono confliggere con le peculiari funzioni di polizia giudiziaria e polizia amministrativa proprie della funzione di Comandante del Corpo di P.M.
            Per l’organizzazione generale dei servizi, in conformità alle funzioni d’istituto e nell’ambito delle funzioni attribuite ai Dirigenti dell’Ente, al Comandante spetta di:
  • impartire le direttive e vigilare sull’espletamento dei servizi, conformemente alle attribuzioni conferite;
  • assicurare la massima azione sinergica degli appartenenti al Corpo operando per ridurre ogni tensione o contrasto al suo interno;
  • disporre l’assegnazione e la destinazione di tutto il personale dipendente ai singoli Uffici e Servizi, Settori od altre Amministrazioni richiedenti (ad esempio in caso di comandi, distacchi, applicazioni presso la Procura della Repubblica, ecc.), secondo le specifiche necessità ed in conformità alle norme che disciplinano la materia concernente la mobilità del personale;
  • disporre e coordinare i servizi del Corpo con quelli delle Forze di Polizia, Protezione Civile, Polizie Locali, intervenuti ai sensi di legge, secondo le intese stabilite dall’Amministrazione;
  • mantenere i rapporti con la Magistratura, con le Autorità di PS, del Comune o di altri Enti collegati al Corpo da necessità operative;
  • rappresentare il Corpo di Polizia Municipale nei rapporti interni, esterni ed in occasione di manifestazioni pubbliche;
  • esprimere pareri sui progetti, programmi, interventi, atti e provvedimenti che riguardano la circolazione stradale, il traffico e le altre materie attribuite dal presente Regolamento.
  • Spetta inoltre al Comandante la rappresentanza legale nei giudizi promossi, ai sensi dell’art. 21 della L. 689/1981, in opposizione a provvedimenti sanzionatori in materia di polizia amministrativa e commercio.
  • Membro di diritto della delegazione trattante di parte pubblica per tutte le materie e le problematiche sindacali attinenti alla P.M.
  • Responsabile per l’armamento del personale del Corpo di P.M.;
  • Attuare il Piano della Performance secondo le previsioni di legge;
 
           
Art. 17 – Attribuzione di funzioni vicarie
            In caso di assenza o impedimento del Comandante le relative funzioni sono espletate dall’Ufficiale cui sia stato conferito, con apposito provvedimento, e nei limiti dello stesso, lo svolgimento di funzioni vicarie.
            L’incaricato di funzioni vicarie può essere individuato unicamente tra le figure degli Ufficiali con attribuzione di Posizione Organizzativa o di Alta Responsabilità istituite all’interno del Corpo, che verranno conferite dal Comandante, secondo gli indirizzi dettati dal Sindaco, nell’ambito dei funzionari e/o istruttori direttivi di vigilanza che abbiano i requisiti di legge.
           
           
Art. 18 – Attribuzioni Capi Servizio – Titolari di Posizione Organizzativa
            I Capi Servizio – Titolari di posizione organizzativa- sono responsabili verso il Comandante dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.
            Gli stessi, inoltre:
  • Coadiuvano il Comandante in tutte le sue attribuzioni e lo sostituiscono, per i Servizi di competenza, in caso di assenza temporanea;
  • Coordinano l’organizzazione generale dei servizi in conformità alle funzioni d’istituto, sulla base delle direttive e degli ordini di servizio impartiti dal Comandante;
  • Riferiscono periodicamente al Comandante sui risultati ottenuti dai Servizi;
  • Coordinano e controllano l’attività delle Unità Operative, ne sovrintendono l’attività con compiti di indirizzo e di controllo sull’esecuzione degli atti e dei provvedimenti di attribuzione, con piena responsabilità delle istruzioni impartite e del conseguimento dei risultati;
  • Intrattengono i rapporti con gli altri Organi Istituzionali (Corpi di Polizia, Amministrazione e Magistratura), su delega del comandante;
  • Emanano gli ordini di servizio sulla base delle direttive ricevute e stabiliscono le modalità di esecuzione;
  • Raccolgono le proposte e i suggerimenti dei dipendenti;
  • Dispongono, nell’espletamento del servizio di pronta reperibilità, l’impiego del personale all’uopo previsto;
  • Organizzano, all’occorrenza coordinando e controllando di persona, i servizi di particolare rilievo o in cui è impiegato un numero rilevante di Operatori;
  • Coordinano e controllano il personale dipendente nell’esecuzione dei servizi interni ed esterni, secondo le direttive ricevute;
  • Promuovono l’azione disciplinare nei confronti degli appartenenti al Corpo;
  • Effettuano la valutazione del personale assegnato e propongono la valutazione  finale, in conformità con la normativa vigente;
  • Verificano che il personale sia curato nella persona e che l’uniforme sia indossata correttamente;
  • Controllano con ispezioni la buona conservazione delle dotazioni;
 
Art. 19 – Attribuzioni degli Istruttori Direttivi di Vigilanza
            Gli Istruttori Direttivi di Vigilanza, nell’ambito delle istruzioni, direttive o comandi ricevuti, provvedono a:
  • Fornire istruzioni normative ed operative al personale subordinato;
  • Disciplinare l’impiego tecnico operativo del personale dipendente, secondo le necessità ed in ottemperanza alle direttive ricevute;
  • Controllare l’esecuzione degli atti e dei provvedimenti di natura tecnica,giuridica ed amministrativa;
  • Curare i rapporti di collaborazione per gli interventi necessari, con altri enti e con gli altri organi istituzionali;
  • Osservare i problemi della circolazione stradale nel territorio di competenza ed analizzare ogni causa che turbi l’ordine e la sicurezza nelle diverse aree cittadine avanzando proposte e suggerimenti utili a migliorare la situazione;
  • Sovrintendere alle attività delle materie Istituzionali coadiuvando i Capi Servizio;
  • Coordinare e controllare il personale dipendente nell’esecuzione dei servizi interni ed esterni, e secondo le direttive ricevute;
  • Controllare l’uso di strumenti tecnici di lavoro, anche complessi, lo stato, la manutenzione e la guida dei veicoli di servizio e di tutte le dotazioni distribuite;
  • Predisporre atti nelle materie e funzioni di pertinenza del Corpo;
  • Redigere relazioni, rapporti giudiziari e amministrativi di specie;
  • Controllare le attività svolte dai sottufficiali e dagli Operatori (Agenti) di Polizia Municipale, nell’ambito delle zone e funzioni assegnate;
  • Rappresentare il Corpo della P.M. su delega del Comandante.
  • Gli stessi sono altresì tenuti ad istruire il personale di qualifica inferiore, sulla base delle conoscenze teorico pratiche possedute;
            E’ istituita la figura dell’Ufficiale di Servizio che, per particolari giornate lavorative ed esigenze di servizio, può essere anche unica, nel rispetto dei limiti orari massimi di legge.
             
           
Art. 20 – Attribuzioni dei Sottufficiali e degli Operatori (Istruttori di Vigilanza)
            Gli Operatori (Agenti) di Polizia Municipale espletano tutte le mansioni inerenti le funzioni di Istituto.
            L’azione degli addetti al Corpo deve essere soprattutto preventiva, informativa, educativa e, ove necessario, repressiva.
            I compiti degli Agenti di Polizia Municipale consistono principalmente in:
a)      Attività rivolta ai controlli esterni nelle materie attribuite dalle leggi e dal presente regolamento alla polizia municipale (es. viabilità, commercio, edilizia, infortunistica stradale, servizi informativi ecc.) oltre a funzioni di vigilanza e controllo in materia amministrativa e commerciale sul demanio marittimo nell'ambito territoriale di competenza, anche con riguardo alle ordinanze di balneazione emanate; tale attività può comportare la conduzione di tutti i mezzi in dotazione al Corpo e l’utilizzo degli strumenti tecnici;
b)      Servizi di piantone presso la sede del Comando e presso il Palazzo Comunale;
c)      Eventuale impiego in servizi interni presso gli uffici del Comando o come operatore nella Centrale Operativa;
d)      Gli agenti espletano le mansioni secondo le direttive impartite dai superiori gerarchici, nei limiti previsti da leggi e regolamenti.
            Gli addetti sono tenuti ad assolvere con cura e diligenza i doveri del servizio e dell’Ufficio nel rispetto delle Leggi, dei regolamenti, delle ordinanze e delle istruzioni e direttive ricevute, con spirito di leale collaborazione tra di loro per garantire un servizio efficace e funzionale, sostituendosi a vicenda in caso di impedimento, previa comunicazione all’Ufficio e/o Sala Operativa.
            Il comportamento deve essere improntato al senso di disciplina verso i propri superiori e di cortesia verso i colleghi ed il pubblico.
            Svolgono le proprie funzioni come appiedati o a bordo di veicoli, utilizzando tutti gli strumenti e le apparecchiature tecniche di cui sono muniti per l’esecuzione di tutti i compiti istituzionali.
            Gli operatori di polizia municipale svolgono in numero almeno di due, collegati continuativamente alla sala operativa per eventuale supporto, i servizi esterni di pattugliamento non ordinari di seguito indicati:
-          vigilanza per funzioni di sicurezza urbana e per funzioni ausiliare di P.S. e Ordine Pubblico
-          interventi di TSO e ASO
-          turni notturni (laddove per periodo notturno, ai sensi del Decreto Legislativo 8 Aprile 2003, n.66,si intende un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino)
-          infortunistica stradale
-          posti di controllo di polizia stradale
 
 
Art. 21 – Rapporto gerarchico
            Le funzioni del Corpo di Polizia Municipale si esplicano secondo i principi del rapporto gerarchico, richiamato dall’art. 9 Legge 65/1986.
            La gerarchia si esprime secondo la precedenza di grado ovvero, a parità di grado, secondo l’anzianità di servizio nel grado e, a seguire, nel Corpo e, da ultimo, secondo il criterio del più anziano di età.
            Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale sono tenuti a seguire le direttive impartite dai superiori gerarchici, nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi.
            Il superiore ha l’obbligo di indirizzare l’operato del personale dipendente e di assicurare, con istruzioni specifiche, il buon andamento del servizio, garantendo ai subordinati parità di trattamento e tutelandone la dignità.
            Spetta ad ogni superiore l’obbligo di vigilare sul rispetto delle norme di servizio e di comportamento di tutto il personale.
 
 
TITOLO III
Formazione Professionale – Servizi del Corpo – Mobilità – Distacchi
 
 
Art. 22 – Formazione professionale
  1. Il Corpo di Polizia Municipale assume il metodo della formazione ricorrente nonché dell’aggiornamento professionale degli operatori, come modalità ordinaria di funzionamento.
  2. Il Comando del Corpo cura la formazione professionale e l’istruzione di tutti gli appartenenti al Corpo, mediante corsi ed altre iniziative di cui sarà data la massima diffusione.
  3. Le attività relative alla formazione, alla riqualificazione, all’aggiornamento ed alla specializzazione per tutti gli appartenenti al Corpo, sono svolte avvalendosi di attrezzature interne ed esterne all’Amministrazione Comunale.
  4. I docenti sono scelti tra gli appartenenti al Corpo e tra gli altri operatori qualificati interni ed esterni all’Amministrazione; in particolare quando le materie di insegnamento rivestono rilevante complessità tecnico-giuridica, ci si può avvalere anche di docenti universitari, di personale appartenente alla Magistratura o alle Forze dell’Ordine.
  5. Possono essere nominati istruttori di tiro del Corpo della Polizia Municipale, con provvedimento del Comandante, gli operatori di P.M. in possesso della licenza per Istruttore e Direttore di Tiro a segno, rilasciata ai sensi dell’art. 31 L. 110/1975, e della qualifica di Istruttore Istituzionale UITS rilasciata dall’Unione Italiana Tiro a Segno, che abbiano almeno sette anni di servizio, espletati nell’ambito del Comune di Pescara; possono essere altresì nominati Direttori di tiro, con provvedimento del Comandante, gli operatori di P.M. in possesso della licenza per Istruttore e Direttore di Tiro a segno, rilasciata ai sensi dell’art. 31 L. 110/1975, sempre che abbiano almeno sette anni di servizio espletati nell’ambito dell’Ente di appartenenza.
  6. La frequenza dei corsi e delle conferenze, tenuti in orario di servizio, è obbligatoria per il personale cui gli stessi sono destinati. I corsi e le conferenze possono essere organizzati in più sessioni, per consentire la più ampia partecipazione.
  7. La formazione e l’aggiornamento si ispirano al principio di rimuovere ogni discriminazione fra i sessi all’interno del Corpo.
 
 
Art. 23 – Formazione di base per gli Agenti di Polizia Municipale
  1. I vincitori dei concorsi per posti di Agente sono tenuti a frequentare, possibilmente nel periodo di prova, specifici corsi di formazione di base ai sensi delle leggi regionali vigenti in materia; i contenuti, la durata e le modalità organizzative di massima dell’attività di prima formazione per il personale della polizia locale sono regolamentati con il provvedimento della Giunta Regionale di cui all’art. 20, comma 2, della L.R. 20 novembre 2013, n. 42.
 
 
Art. 24 – Altri corsi di istruzione professionale
  1. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale possono frequentare corsi di lingua, appositamente organizzati, al fine di acquisire una conoscenza sufficiente a tenere una corretta conversazione nella lingua straniera.
  2. Il Comando, onde preservare l’incolumità personale degli operatori e di terzi, può organizzare corsi di addestramento per la difesa personale, e per l’utilizzo di presidi tattici difensivi (ove gli stessi siano previsti dalla legge regionale) diversi dalle armi, per le tecniche di gestione di situazioni a rischio e per qualsiasi altra azione inerente alle operazioni di servizio di competenza.
 
 
Art. 25 – Aggiornamento e specializzazione professionale
  1. Tutti gli appartenenti al Corpo sono tenuti a curare l’aggiornamento della propria preparazione professionale e culturale, secondo le modalità indicate dal Comando.
  2. L’aggiornamento professionale viene assicurato periodicamente all’interno del Corpo mediante lezioni di istruzione e riunioni di addestramento, dedicate alla conoscenza di nuove disposizioni legislative, amministrative e tecniche nelle materie di lavoro di rilevante importanza da tenersi, per quanto possibile e compatibilmente con le esigenze di servizio, almeno una volta all’anno.
  3. L’aggiornamento viene perseguito anche mediante l’organizzazione di seminari e giornate di studio e con la partecipazione a corsi e convegni fuori sede. I partecipanti hanno l’obbligo di riferire quanto appreso a colleghi, verbalmente o con relazione scritta, e di fornire alla Segreteria del Comando il materiale acquisito.
  4. Qualora determinati argomenti inerenti il servizio debbano essere illustrati verbalmente e collettivamente al personale, o integrati da prove pratiche, il Comando indice riunioni.
Il personale ha l’obbligo di partecipare a dette riunioni anche se tenute fuori dal proprio orario di lavoro ordinario; dall’obbligo resta escluso il personale in riposo o in ferie.
 
 
Art. 26 – Funzionalità ed efficienza dei servizi – Assegnazione ed impiego del personale
            Al fine di perseguire gli obiettivi dell’Amministrazione e di contribuire al regolare e ordinato svolgimento della vita cittadina, il personale della Polizia Municipale svolge, nel territorio di competenza, le funzioni e le attività d’istituto previste dalle disposizioni in materia e in particolare quelle definite nella Legge 7 Marzo 1986 n. 65 e nel presente Regolamento.
            Il personale viene assegnato ai diversi tipi di servizio con provvedimento del Comandante, in conformità alle disposizioni sulla mobilità del personale e sull’organizzazione del lavoro, tenuto conto della professionalità, impegno e disponibilità da ciascuno dimostrate.
 
 
Art. 27 – Servizi di controllo
            Per il perseguimento delle finalità del presente Regolamento ed in considerazione dell’estensione territoriale del Comune, i servizi del Corpo sono prevalentemente assicurati sia da personale auto o moto montato sia, in relazione a aree poco estese e nelle zone a traffico limitato, aree pedonali, e più in generale aree di pregio del centro cittadino, da Operatori appiedati e/o muniti di velocipedi o ciclomotori. Di norma, quando è possibile, al fine di garantire la migliore efficacia dell’attività di vigilanza e della tutela fisica dell’Operatore, il servizio sarà svolto in coppia.
            Il personale appiedato, in casi di interventi nei servizi di viabilità, quando le condizioni atmosferiche sono avverse, tipo pioggia battente, neve abbondante, forti raffiche di vento, permane in prossimità del posto di servizio ed interviene non appena le condizioni lo permettono, e, in caso di urgenze ed emergenze tali da richiedere il tempestivo intervento al fine di salvaguardare la sicurezza e l’incolumità pubblica e privata, ultimato l’intervento e cessata la situazione eccezionale, è autorizzato ad effettuare, d’intesa con il Comando, le operazione opportune al recupero della propria normalità fisica e dell’abbigliamento indossato al momento dell’intervento che abbia eventualmente riportato danni, imbrattamenti, bagni d’acqua.
            In presenza delle suddette condizioni eccezionali, in ausilio del personale appiedato, è inviato un numero congruo di personale automontato.
            Nel caso in cui i servizi che comportano l’assunzione della posizione eretta eccedano il normale orario di lavoro, saranno previsti opportuni periodi di intervallo oppure altri accorgimenti che consentano di non sottoporre il personale interessato a carichi di lavoro non rientranti nella norma.
 
 
Art. 28 – Servizio a bordo di veicoli
            Il Comandante impiega gli Appartenenti al Corpo, che abbiano conseguito o abbiano i requisiti per conseguire il titolo abilitativo di cui all’art. 139 del Codice della Strada, per la guida dei veicoli in dotazione al Corpo immatricolati ai sensi dell’art. 93 del D. L.vo 30.04.1992 n. 285 (C.d.S.) e, comunque ,destinati a servizi di Polizia Stradale.
            Il Personale consegnatario di un veicolo deve condurlo con perizia e accortezza, curandone la buona tenuta, il decoro e la pulizia e segnalando ogni necessità di ordinaria e straordinaria manutenzione.
 
 
Art. 29 – Estensione dei Servizi
            Per assicurare un più stretto contatto con i cittadini, il servizio è strutturato in maniera da assicurare interventi di controllo e prevenzione nell’ambito dell’intero territorio e specialmente nei centri abitati e nei punti sensibili, anche con presenza appiedata dei c.d. “Vigili di Prossimità”;
            Il servizio è, d’ordinario, svolto su due fasce orarie (comprese nell’orario tra le 07 e le 22), salvo variazioni, anche intese ad estendere l’arco orario fino almeno alle ore 24,00 nei giorni di massimo afflusso “notturno”, nonché nel periodo estivo (almeno fino alle ore 01,00), derivanti da esigenze di servizio, salvo diversi e specifici indirizzi promananti dal Sindaco.
 
 
Art. 30 – Personale amministrativo in servizio presso il Corpo di Polizia Municipale
            Per lo svolgimento dei compiti amministrativi, contrattuali e finanziari connessi alle proprie esigenze, il Corpo di Polizia Municipale si avvale di personale qualificato e/o con prescrizioni di servizio, appartenente ai propri ruoli, da destinare ai servizi interni.
            Potrà avvalersi di personale amministrativo del Comune che, in tal senso, presta servizio a tutti gli effetti presso il Corpo di Polizia Municipale, ed a cui si applicano le disposizioni del presente Regolamento compatibili con il particolare status.
            Il personale amministrativo dipende gerarchicamente dal Comandante che ne definisce le dipendenze funzionali.
 
 
Art. 31 – Servizi ai privati
            Il Comando della Polizia Municipale può, di concerto con l’Amministrazione, effettuare servizi per conto e su richiesta di privati, di associazioni, di enti anche pubblici o di imprese, in occasione di cerimonie, spettacoli, trattenimento, pubbliche riunioni ovvero per l’effettuazione di attività comunque di pubblico interesse che riguardino gravi intralci alla circolazione.
            Tali servizi riguardano soltanto compiti uguali o analoghi a quelli corrispondenti alle funzioni istituzionali del Corpo.
            La tariffa stabilita dall’Amministrazione per il servizio viene incamerata dall’Erario Comunale ed utilizzata esclusivamente per le finalità di cui all’art. 208 C.d.S.
            Al personale impiegato spetta un compenso minimo almeno pari a quello determinato per il lavoro straordinario festivo.
            Per tali servizi viene impiegato soltanto il personale che ne abbia fatto esplicita richiesta, da utilizzare secondo un’apposita graduatoria che assicuri a tutti pari opportunità.
            Non sono da considerare servizi a privati quelli prestati in occasione di manifestazioni sindacali o elettorali di partiti o movimenti rappresentati nel Parlamento Nazionale, nell’Assemblea Regionale o Provinciale o nel Consiglio Comunale.
 
 
Art. 32 – Collegamento dei servizi a mezzo radio ed apparecchi audiovisivi
            I servizi esterni devono essere collegati al Comando di appartenenza con idonee attrezzature audio ricetrasmittenti, o sistemi a questi assimilabili, in grado di garantire agli appartenenti al Corpo la costante possibilità di contatto con la Centrale Operativa e con gli altri Operatori in servizio.
            Il personale comandato deve utilizzare l’apparecchio portatile in dotazione secondo le disposizioni di servizio; inoltre lo stesso ne deve curare la custodia e la funzionalità.
            Il linguaggio da usare nelle comunicazioni radio deve essere scarno e corretto, scevro da polemiche e limitato al collegamento per ragioni di servizio.
            Il personale in servizio collegato via radio (o tramite modalità assimilabili) deve mantenersi permanentemente in collegamento con la Centrale Operativa da cui dipende, salvo dispensa espressamente accordata per limitato periodo di tempo.
            Gli Operatori-Agenti di P.M.-  devono dare la posizione richiesta e seguire le istruzioni provenienti dalla Centrale Operativa. In assenza di comunicazioni, seguono il programma di lavoro già stabilito.
            Il coordinamento della suddetta Centrale Operativa, cui sono collegati gli apparati radio, i terminali e le telecamere, è demandato all’Ufficiale di servizio ed a quello specificamente incaricato, il quale costantemente vigila sull’andamento dei servizi.
 
 
Art. 33 – Prestazioni straordinarie e prolungamento del servizio
            Nel rispetto della normativa vigente, le prestazioni in ore straordinarie sono effettuate, su disposizione del Comando, per necessità dei servizi o degli uffici inerenti ai compiti istituzionali del Corpo.
            Inoltre, le prestazioni oltre l’orario ordinario sono effettuate obbligatoriamente per tutto il tempo necessario nei seguenti casi:
  1. Al fine di portare a compimento una operazione di servizio già iniziata e non procrastinabile;
  2. In tutte le situazioni di emergenza, manifestazioni o altri motivi tali da richiedere la presenza di personale del Corpo, anche in assenza di ordini superiori;
  3. In attesa dell’arrivo in servizio del collega del turno successivo, quando è previsto dall’ordine di servizio il cambio sul posto;
  4. Per casi inerenti le funzioni di Polizia Giudiziaria, Pubblica Sicurezza, Polizia Amministrativa e Polizia Stradale per i quali è richiesta la prosecuzione del servizio fino all’utile risoluzione dell’intervento.
           
 
 
 
Art. 34 – Mobilitazione degli appartenenti al Corpo
            Quando si verificano situazioni locali o nazionali di straordinaria emergenza, dichiarate come tali dell’Amministrazione interessata, ovvero qualora non venga ritenuto sufficiente l’organico della squadra in reperibilità, tutti gli appartenenti al Corpo possono essere mobilitati in continuità a disposizione dei servizi.
            In caso di improvvisi disastri o calamità pubbliche, gli addetti alla Polizia Municipale che ne abbiano avuto notizia, anche se liberi dal servizio, sono tenuti a mettersi in contatto col Comando o a presentarsi nella sede del Comando stesso per essere eventualmente impiegati per far fronte all’emergenza.
            In caso di emergenza o comunque per rilevanti esigenze di servizio, il Comandante può sospendere le licenze ed i permessi ordinari per tutti gli appartenenti al Corpo, al fine di poter disporre dell’intera forza necessaria.
 
 
Art. 35 – Servizi necessari garantiti
            Salve diverse disposizioni di legge, il Comandante, al fine di garantire i servizi minimi istituzionali che competono al Corpo, ed onde conseguire gli obiettivi indicati dalla Civica Amministrazione, pone in essere le iniziative necessarie ad assicurare un organico numerico minimo di personale in servizio che, comunque, d’ordinario, non può risultare inferiore ai 2/3 del totale del personale operante all’interno del Comando.
 
 
Art. 36 – Reperibilità
            L’Amministrazione, su proposta del Comandante e sentite le OO.SS. di Categoria, può istituire turni di reperibilità in relazione a predeterminati servizi istituzionali e di emergenza, in conformità alle disposizioni che disciplinano tale istituto.
 
 
Art. 37 – Obbligo di intervento e di rapporto
            Gli appartenenti al Corpo hanno l’obbligo di intervento, al fine di prevenire ed accertare ogni infrazione alle norme inerenti le materie di competenza della Polizia Municipale. L’intervento diviene prioritario ed esclusivo nelle situazioni indicate con ordine, anche verbale, del superiore gerarchico, ovvero se stabilito nell’ordine di servizio.
            La centrale Operativa riceve le segnalazioni rivolte alla Polizia Municipale e le distribuisce al competente personale, assicurando gli interventi del caso. I casi di una certa importanza debbono essere immediatamente segnalati al superiore gerarchico in servizio ovvero alla struttura di Comando.
            Oltre ai casi in cui è prevista la stesura di verbali o di rapporti specifici, il dipendente redige sempre un rapporto di servizio riassuntivo relativo agli interventi effettuati. Eventuali ritardi nel raggiungere il posto di servizio assegnato o eventuali spostamenti dal luogo di servizio debbono risultare dalla suddetta relazione con le cause che li hanno determinati.
            Tutte le scritturazioni debbono essere fatte in modo chiaro e con i requisiti per essere ulteriormente utilizzate come documento o per l’inoltro in altre sedi.
 
 
Art. 38 – Distacchi, comandi e missioni
            I distacchi e i comandi sono consentiti soltanto quando i compiti assegnati ineriscano alle funzioni di Polizia Municipale come disciplinato dalla Legge 7/3/1986 n. 65; gli addetti alla P.M. non possono essere destinati a mansioni e compiti diversi da quelli esattamente indicati dalla Legge 65/1986 e dal presente Regolamento.
            Gli appartenenti alla Polizia Municipale possono essere temporaneamente impiegati, singolarmente o in squadre operative, presso altre Amministrazioni locali, per necessità derivanti da situazioni della circolazione, per manifestazioni o altre evenienze straordinarie, nei casi di soccorso a seguito di calamità o disastri.
            I distacchi, i comandi, le applicazioni e, comunque, l’utilizzo temporaneo presso altre Amministrazioni e/o Settori, ai sensi della vigente normativa (D. Lgs. 267/200, D. Lgs. 165/2011, Ordinamento comunale degli uffici e dei servizi) dovranno essere autorizzati dal Comandante del Corpo, d’intesa con il Sindaco.
            Nei casi di comando presso altri Comuni, l’ambito ordinario dell’attività è quello del territorio dell’Ente presso cui il personale è stato comandato.
            L’Ente beneficiario del comando o dell’applicazione è comunque tenuto a rimborsare al Comune gli eventuali compensi derivanti dall’eventuale lavoro straordinario, ovvero da altre indennità accessorie (indennità di disagio, buoni pasto, ecc).
 
 
Art. 39 – Mutamento di mansioni
            I dipendenti riconosciuti fisicamente inidonei in via permanente allo svolgimento delle funzioni proprie del Corpo di Polizia Municipale sono inquadrati in posti vacanti di qualifica corrispondente o immediatamente inferiore in altri uffici comunali, in conformità alle disposizioni che regolano l’istituto del mutamento di mansioni per inidoneità fisica.
 
 
Art. 40 – Ordine del giorno e di servizio
            Il Comandante e, all’occorrenza, i Capi Servizio, dispongono, con opportuna periodicità, gli ordini di servizio, indicando per ciascun dipendente il turno, il posto di lavoro ed eventuali particolari modalità di espletamento del servizio.
            I Funzionari e gli Istruttori Direttivi, pubblicano, se necessario quotidianamente, un O.d.G. concernente le disposizioni relative all’impiego tecnico-operativo del personale, le istruzioni e direttive per l’espletamento dei servizi di istituto, nonché ogni altra indicazione utile al servizio.
            L’ordine di servizio, da conservarsi cronologicamente, dev’essere affisso in apposito albo presso la Sala Operativa del Corpo, nelle ore antimeridiane del giorno che precede, almeno un’ora prima del termine del servizio di primo turno.
            Il personale dipendente ha l’obbligo di prendere visione dell’ordine di servizio all’atto di assumere il lavoro e deve prendere conoscenza delle eventuali variazioni riportate sullo stesso.
            Eventuali variazioni di orario apportate dopo l’esposizione dell’ordine di servizio debbono essere comunicate agli interessati a cura del Comando.
            Sono vietate correzioni, spostamenti, cambiamenti, avvicendamenti nel servizio non autorizzati dal Comando.
            L’originale dell’ordine di servizio dev’essere conservato agli atti del Comando.
            Tale documento costituisce obiettivo di lavoro a carico del personale.
 
 
TITOLO IV
Doveri – Norme di Comportamento
 
 
Art. 41 – Norme generali: doveri
            Gli appartenenti al Corpo osservano le disposizioni del presente Regolamento e quelle normative e contrattuali vigenti, svolgendo i propri compiti in conformità delle finalità di servizio di cui al presente Regolamento ed, in particolare, sono tenuti a:
-          rispetto, educazione, disponibilità nei confronti dei cittadini e dei visitatori;
-          non denigrare, con atti e parole l’Amministrazione, il Corpo e i suoi componenti;
-          usare l’autorità derivante dalla propria funzione evitando in ogni modo di abusarne a proprio vantaggio;
-          evitare di frequentare, se non per ragioni di servizio, persone notoriamente dedite ad attività illegali;
            Gli appartenenti al Corpo devono considerarsi sempre disponibili per il servizio, particolarmente per tutte le situazioni di emergenza.
            Ai sensi della vigente normativa sul pubblico impiego, gli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale sono tenuti a fornire al Comando il proprio indirizzo aggiornato ed il numero di telefono cellulare e di abitazione in loro possesso.
            Un elenco aggiornato del personale, con i dati di cui al comma precedente, deve sempre essere depositato pressa la Sala Operativa del Comando.
            Tale elenco rimane a disposizione per gli usi d’ufficio, per cui è vietato fornire le indicazioni a persone estranee al Corpo di Polizia Municipale, senza il consenso preventivo dell’interessato.
 
 
Art. 42 – Segreto d’Ufficio e riservatezza
            Il personale è tenuto alla più rigorosa osservanza del segreto d’ufficio, e non può fornire a chi non ne abbia il diritto, anche se si tratti di atti non  coperti da segreto istruttorio ex art. 326 cod. pen., notizie relative a persone, a servizi di istituto, a pratiche o provvedimenti di qualsiasi natura.
            Spetta al Comandante, con l’unico inderogabile limite del rispetto del segreto istruttorio, ogni forma di comunicazione relativa a notizie di interesse generale, concernenti l’attività dell’ufficio, i servizi di istituto, provvedimenti od operazioni di qualsiasi natura; parimenti lo stesso può, altrimenti, autorizzarne la divulgazione.
 
 
Art. 43 – Cura dell’uniforme e della persona
            L’uniforme rappresenta l’Amministrazione Comunale ed il personale della Polizia Municipale, durante il  servizio è tenuto ad indossare l’uniforme, salvo le eccezioni di cui al presente Regolamento.
            Le uniformi ed i segni distintivi degli addetti alla polizia locale comunale sono stabiliti, nei modelli e nelle ulteriori caratteristiche per ciascun capo, dal regolamento regionale di cui all’art. 26 della L.R. 20 novembre 2013, n. 42.
            E’ dispensato dall’uso dell’uniforme il Comandante, fatta eccezione per i servizi di rappresentanza.
            Gli appartenenti al Corpo devono avere particolare cura dell’aspetto esteriore della propria persona, affinché l’acconciatura dei capelli, della barba e dei baffi, nonché i cosmetici da trucco siano compatibili con il decoro della divisa e la dignità della funzione, evitando ogni forma di appariscenza.
            Nell’espletamento del servizio non è consentito variare la foggia dell’uniforme né l’uso di orecchini, braccialetti, collane, monili ed altri elementi ornamentali che possano alterare l’aspetto formale dell’uniforme o comunque che siano incompatibili con la sicurezza fisica dell’operatore.
            L’uniforme deve sempre essere nella immediata disponibilità dell’operatore per le necessità di servizio.
 
 
Art. 44 – Servizi in abito civile
            Fermo restando quanto disposto dall’articolo precedente, il personale della Polizia Municipale comandato a svolgere particolari servizi può essere autorizzato dal Comandante ad indossare l’abito civile.
            Il personale autorizzato a non indossare l’uniforme ha l’obbligo di portare con se la placca di riconoscimento per mostrarla nel momento in cui debba far riconoscere la propria qualità e, ove richiesto, dovrà esibire anche la tessera di riconoscimento.
 
 
Art. 45 - Orario e posto di servizio
            Gli Appartenenti al Corpo, devono iniziare il servizio all’ora fissata dagli appositi Ordini di Servizio. Il Personale al quale è affidato un veicolo, un mezzo o un’apparecchiatura del Corpo, deve rimettere la stessa all’unità di appartenenza, entro e non oltre il termine del proprio servizio.
            Nei servizi a carattere continuativo, con cambio sul posto, il personale che ha terminato il proprio turno non deve allontanarsi fino a quando la continuità dei servizi non sia assicurata dalla presenza del personale che deve sostituirlo e deve avere cura di trasmettere a chi lo rileva ogni notizia, informazione, istruzione, disposizione necessaria al proseguimento del servizio.
 
 
Art. 46 – Comportamento in pubblico
            Durante l’espletamento del servizio, l’appartenente al Corpo deve mantenere un contegno corretto ed un comportamento irreprensibile.
            Durante il turno di servizio deve assumere un contegno consono alle sue funzioni: non deve chiacchierare inutilmente e lungamente con i colleghi o altre persone, né intrattenersi in futili occupazioni, ovvero in continui contatti telefonici e/o telematici non connessi a motivi di servizio.
            E’ fatto divieto, inoltre, di assumere bevande superalcoliche nonché di fumare continuamente ed in pubblico. E’ vietato, nell’espletamento del servizio, allontanarsi dal luogo di servizio e trattenersi in abitazioni, negozi, esercizi pubblici, uffici più del tempo necessario ovvero nello svolgimento di attività ed operazioni estranee al servizio.
            L’operatore di P.M. deve corrispondere alla richiesta dei cittadini, intervenendo od indirizzandoli secondo criteri di gentilezza, disponibilità e cortesia.
            Deve sempre salutare la persona che lo interpella o a cui si rivolge.
            L’appartenente al Corpo deve fornire, quando richiesto, il numero di matricola e la tessera di servizio.
            Quando opera in abito civile, deve prima qualificarsi ed esibire la tessera di servizio.
 
 
TITOLO V
Disciplina – Assenze – Riconoscimenti
 
 
Art. 47 – Obbligo del saluto
            Gli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale in uniforme debbono salutare, salvo i casi di impedimento, il Sindaco e l’Assessore delegato, il Comandante del Corpo di Polizia Municipale, i Comandanti delle Forze Armate e delle Forse di P.S., il SS. Sacramento, la bandiera nazionale, il Gonfalone civico e le bandiere militari.
            In tutti gli altri casi e fra pari grado, il saluto è segno di cortesia.
            Il superiore deve rispondere al saluto.
            Il saluto consiste nel portare la mano destra, distesa, con il palmo in basso, lungo il margine della visiera del berretto.
            Il saluto formale potrà essere accompagnato dal saluto a voce, qualora non sia reso a simboli, in occasione di servizi di rappresentanza o d’onore.
 
 
Art. 48 – Norme disciplinari
            La responsabilità civile e disciplinare degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale è regolata dalla normativa prevista dalle leggi, dagli accordi contrattuali, nonché dall’ordinamento degli Uffici e dei Servizi e del Regolamento di disciplina del Comune di Pescara.
            L’applicazione di qualunque sanzione disciplinare a carico degli appartenenti al Corpo avviene con proposta motivata e istruttoria a cura degli Ufficiali di Vigilanza, esperiti gli accertamenti e le procedure di rito previste dalla vigente normativa.
 
 
Art. 49 – Assenze dal servizio
            L’obbligo di comunicazione delle assenze (per malattia, infortuni, ecc…) viene adempiuto, da parte dell’appartenente al Corpo, oltre che per le vie di legge, anche mediante avviso verbale agli Ufficiali del Corpo di P.M.
            Tale avviso deve avvenire, anche mediante comunicazione telefonica e salvo i casi di urgenza, almeno due ore prima dell’inizio del servizio, in modo da permettere l’eventuale pronta sostituzione sul posto di lavoro.
 
 
Art. 50 – Igiene e sicurezza sul lavoro. Accertamenti sanitari.
            L’Ente, ai fini della tutela della salute e della sicurezza degli operatori di polizia locale, applica quanto previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), nell’ambito della struttura della Polizia Municipale, ed attiva il monitoraggio e la valutazione, anche ai fini della prevenzione, delle eventuali patologie connesse allo svolgimento delle funzioni e dei compiti della Polizia Municipale; si adopera altresì a che lo svolgimento delle attività e dei compiti di istituto avvenga all’interno di idonee strutture edilizie adeguatamente predisposte in relazione alle esigenze di sicurezza, di tutela della salute, di decoro ambientale e di praticità di utilizzazione.
            In caso di temporanea inabilità fisica parziale per motivi di salute, gli appartenenti al Corpo possono essere esclusi, per il periodo di tempo necessario al recupero dell’efficienza, da determinati servizi del Corpo, a seguito di apposita certificazione medica rilasciata dal medico competente.
            In caso di infermità fisica permanente derivante da causa di servizio, che renda inabile il dipendente ai servizi esterni, lo stesso dovrà essere impiegato nei servizi interni o d’ufficio compatibili con il suo stato di salute e che, in ogni caso, non sia di aggravio dello stesso.
            In relazione alla specifica natura del servizio ed alla comprovata eziologia delle malattie professionali, nonché ai danni provocati sull’Operatore dall’inquinamento acustico ed atmosferico, è a cura dell’Amministrazione comunale dare corso alle procedure normative e regolamentari al fine di provvedere ai controlli periodici delle condizioni di salute degli appartenenti al Corpo dalla legislazione vigente.
 
 
Art. 51 – Encomi ed elogi
            Gli appartenenti al Corpo, che si siano distinti per disponibilità, spirito di sacrificio, abnegazione al servizio, coraggio, preparazione, prontezza di intervento, e/o in situazioni d’emergenza, sono premiati in relazione all’importanza dell’attività svolta e degli atti compiuti, come segue:
-          elogio scritto del Comandante;
-          encomio semplice del Sindaco;
-          encomio solenne deliberato dal Consiglio Comunale;
-          riconoscimento al valore civile, da proporre a cura del Sindoco al competente Ministero dell’Interno, per atti di particolare coraggio e sprezzo del pericolo.
            Gli elogi, gli encomi ed i riconoscimenti al valor civile, comportano la citazione nell’Ordine del Giorno e sono registrati nello stato di servizio dell’interessato.
            I suddetti riconoscimenti costituiscono titolo valutabile nei concorsi.
 
 
Art. 52 – Congedo ordinario
            Gli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale usufruiscono annualmente dei congedi loro spettanti secondo la normativa contrattuale e quella di cui al vigente Regolamento del Personale dell’Ente.
            Il congedo ordinario è concesso dal Comandante o dai Capi Servizio delegati, su proposta degli Ufficiali.
            La richiesta delle ferie va presentata all’Ufficio Servizi, almeno tre giorni prima della data d’inizio delle stesse, fatta eccezione per la richiesta di congedo per urgenti motivi sopravvenuti, per le quali è sufficiente chiedere (al Capo Servizio) preventiva e motivata autorizzazione a mezzo telefono, con successiva presentazione di adeguata documentazione giustificativa.
 
 
Art. 53 – Riposo settimanale e festività infrasettimanale
            Il riposo settimanale deve essere usufruito assicurando i servizi anche nei giorni festivi (domenica e festività infrasettimanali); lo stesso, come da normativa contrattuale, deve essere assicurata nel periodo di 15 giorni successivi all’espletamento del servizio e può essere differito solo a cura e per esigenze di servizio del Comando.
            Al personale che presta servizio nei giorni festivi settimanali e infrasettimanali deve essere corrisposta la retribuzione secondo le previsioni delle norme di contratto nazionali e comunali.
 
 
Art. 54 – Gradi, distintivi ed onorificenze
            I distintivi di grado degli appartenenti al Corpo, fino all’emanazione degli atti da parte della Regione Abruzzo, sono attribuiti sulla base del vigente Regolamento Comunale in materia di uniformi.
            Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Regolamento si procederà, comunque, a porre in essere un nuovo regolamento comunale dei distintivi di grado e sulle uniformi.
 
 
Art. 55 – Destinazione dei proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniari (ex art. 208 C.d.S.). Fondo previdenziale ed assistenziale
            L’Amministrazione garantisce il rispetto dei vincoli di destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniari di cui all’art. 208 Codice della Strada; pertanto, all’acquisto, al noleggio, al leasing di mezzi, veicoli, strumenti operativi, equipaggiamenti, dotazioni d’ufficio, materiale per segnaletica stradale, per la tutela previdenziale ed assistenziale e per lo svolgimento dei servizio e delle funzioni di polizia stradale, è destinata annualmente, con apposito provvedimento della Giunta Comunale da inserire per specifici capitoli di spesa nel bilancio annuale di previsione del Comune, almeno la percentuale di legge dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie.
            In applicazione ed in conformità al disposto dell’art. 208 del Codice della Strada è istituito il fondo di assistenza e di previdenza del personale operante nel Settore Corpo della Polizia Municipale, per la cui dotazione è destinata annualmente una quota dei suddetti proventi da determinarsi con apposito atto deliberativo della Giunta Comunale con riferimento alle specifiche previsioni di entrata contenute nel bilancio annuale del Comune.
            A tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, titolari della qualifica di agente di P.S., si applicano altresì, in siffatta materia previdenziale, le norme di cui alla L. 284/1977 ed alla L. 65/1986 (art. 10).
 
 
Art. 56 – Patrocinio legale
            L’Amministrazione Comunale, ove si verifichi l’apertura di procedimenti civili, contabili e penali nei confronti di appartenenti al Corpo, per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio ed all’adempimento dei compiti di ufficio, ove non sussistano diretti conflitti di interessi, assumerà a proprio carico ogni onere di difesa, sin dall’apertura del procedimento, facendo assistere il dipendente interessato da un legale di comune gradimento.
            In caso di sentenza definitiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l’Ente ripeterà dal dipendente tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa.
 
TITOLO VI
Dotazioni
 
 
Art. 57 – Uniformi
            L’Amministrazione fornisce l’uniforme di servizio e quanto necessario per l’espletamento del servizio agli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale.
            Le caratteristiche delle uniformi sono quelle determinate dal Regolamento Comunale, fino all’emanazione degli atti da parte della Regione Abruzzo. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Regolamento si procederà, comunque, a porre in essere un nuovo regolamento comunale dei gradi e delle forniture di uniformi.
            Il Comandante espleta le procedure amministrative di legge e regolamentari al fine di provvedere alla sostituzione dei materiali in scadenza o di quelli deterioratisi anticipatamente; a tal fine è istituita presso il Comando del Corpo di P.M. una Commissione vestiario ed equipaggiamento con lo scopo di fornire indicazioni sulla qualità dei materiali, la fornitura, la tipologia e l’utilizzazione dell’uniforme e del corredo della P.M.; la stessa Commissione non potrà essere composta da oltre 7 unità e sarà individuata dal Comandante nel rispetto di uguale rappresentatività tra sessi, nonché tenendo conto dell’appartenenza alle diverse specialità del Corpo; all’interno della stessa sarà nominato anche un Ufficiale.
            Per particolari servizi, di rappresentanza e di scorta al Gonfalone, è adottata la Grande Uniforme.
Non è consentito agli appartenenti al Corpo di apportare modifiche o visibili aggiunte all’uniforme assegnata.
            E’ vietato indossare l’uniforme fuori servizio (non si considera tale l’itinerario diretto casa-lavoro), salvo casi particolari espressamente autorizzati dal Comandante.
            Gli indumenti e gli oggetti in dotazione deteriorati, perduti o resi inservibili, vengono rinnovati a spese del Comune, anche prima della scadenza stabilita, quando il loro uso venga meno per causa di servizio o per altre cause non imputabili a colpa del consegnatario; gli indumenti e gli oggetti perduti o dichiarati fuori uso prima della scadenza per causa imputabile al consegnatario vengono rinnovati, a domanda o d’ufficio, con addebito a carico del consegnatario stesso.
            L’addebito viene praticato tenendo conto del valore dell’oggetto nuovo, frazionato in tante mensilità quante sono quelle della durata prevista e rapportato al numero di mesi ancora mancanti alla scadenza, nel momento in cui viene effettivamente sostituito.
            Il Comando può disporre a propria discrezione il ritiro di materiali e delle uniformi in uso e fuori uso.
Sull’uniforme possono essere portate le decorazioni al valor civile e militare, nonché le onorificenze riconosciute dallo Stato Italiano, applicate secondo le consuete modalità d’uso.
Ogni altro distintivo dovrà essere preventivamente autorizzato dal Comandante.
 
 
Art. 58 – Manutenzione dell’Uniforme
            Stante l’obbligo dell’uso dell’uniforme e quindi l’onere di mantenere il perfetto aspetto, l’Amministrazione provvede, con apposite procedure e secondo i consueti procedimenti amministrativi, alla manutenzione delle uniformi.
 
 
 
 
Art. 59 – Strumenti e mezzi operativi
            Il Corpo viene dotato di tutti gli strumenti e mezzi operativi necessari, in considerazione delle peculiari caratteristiche della Città.
            I mezzi devono essere adoperati esclusivamente per ragioni di servizio e dagli operatori che li hanno in consegna.
            Il Comando dispone per la buona conservazione, la manutenzione e l’uso dei veicoli.
            Le piccole ed ordinarie manutenzioni, ritenute urgenti ed indispensabili per assicurare la continuità del servizio, saranno disposte direttamente dal Comando presso le officine del Comune.
            Per riparazioni e manutenzioni straordinarie si provvede con gli ordinari procedimenti amministrativi, anche mediante ricorso alle strutture private.
            La fornitura del carburante e lubrificante sarà assicurata dall’Amministrazione presso stazioni di servizio convenzionate con il Comune ed i prelievi saranno effettuati dai singoli consegnatari su presentazione di apposite schede di prelievo rilasciate dal Comando.
            Ogni servizio compiuto deve essere annotato negli appositi fogli di marcia e sui registri di macchina di ciascun veicolo, con l’indicazione del giorno, dell’orario e del motivo del servizio effettuato, dei prelievi di carburante, della percorrenza chilometrica e di ogni altro dato necessario ai fini di un efficace controllo dell’uso del mezzo di trasporto.
 
 
Art. 60 – Tessera e placca di riconoscimento
            Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale muniti di una tessera e di una placcadi riconoscimento, che certificano l’identità, il grado e la qualifica della persona, nonché gli estremi del provvedimento dell’assegnazione dell’arma e quanto previsto dalla Legge Regionale.
            Tutti gli appartenenti al Corpo devono sempre portare con sé la placca e la tessera di riconoscimento che sono rilasciati dal Comandante.
            Essi devono sempre essere mostrati a richiesta, e prima di qualificarsi nei casi in cui il servizio viene prestato in abiti civili.
            Gli appartenenti al Corpo recano sull’uniforme la placca di riconoscimento.
 
 
Art. 61 – Arma d’ordinanza
            Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, datati in via continuativa dell’arma corta d’ordinanza, secondo quanto disposto dal DMI 4 marzo n. 145, si atterranno alla disciplina prevista dall’apposito e specifico Regolamento comunale.
            L’arma può essere usata soltanto nei casi di legittima difesa ed in tutti i casi previsti dalla Legge.
            L’arma deve essere sempre tenuta dall’assegnatario in ottimo stato di manutenzione; a tal fine il Comandante tramite suo incaricato esegue periodici controlli per verificarne la funzionalità.
            Gli appartenenti al corpo potranno, altresì, in relazione ai servizi da svolgere ed alla normativa di riferimento, essere dotati di manette, giubbotti e guanti antitaglio, giubbotti anti proiettile, cuscini per i Trattamenti Sanitari Obbligatori, caschi di protezione ed altri dispositivi ritenuti utili, nel caso di specie, alla tutela dell’integrità fisica degli operatori di P.M..
 
 
NORME FINALI
 
 
Art. 62 – Entrata in vigore
            Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla positiva ultimazione della sua approvazione, controllo e pubblicazione in conformità della vigente normativa.
            Copia del presente regolamento, ai sensi della legge 7 marzo 1986, n. 65 e delle legge Regionale, è inviato al Ministero dell’Interno tramite il Commissario del Governo, alla Giunta Regionale – Settore Enti Locali – della Regione Abruzzo ed al Prefetto.



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ultimo aggiornamento: agosto 2016