Il Prof. Fang Li Zhi consegui il dottorato di ricerca in Fisica all’Università di Pechino nel 1956 ad appena diciannove anni. La vita del Prof. Fang Li Zhi è stata estremamente significativa sia dal punto di vista scientifico che, soprattutto, da quello politico e culturale. Sin dall’evento di Tienanmen a Pechino nel 1989, in cui gli studenti manifestarono contro il governo, Fang Li Zhi è stato visto come il principale sostenitore dei diritti umani in Cina. Tuttavia la sua difesa dei diritti umani e della democrazia risale a circa 30 anni prima di Tienanmen: nel 1957, Fang aveva gia affermato che l’ideologia politica non potesse dare contributi utili alla ricerca scientifica, una asserzione considerata eretica dal mondo politico cinese dell’epoca .
I primi contatti fra il Prof. Ruffini ed il Prof. Fang Li-Zhi sono stati allacciati nel 1978, quando il Prof. Ruffini fu invitato a Pechino dal Prof. Chou Pei Yuan, Presidente dell’Associazione Cinese di Scienza e Tecnologia. A far da traduttore era un giovane professore della prestigiosa Università di Scienza e Tecnologia della Cina, che aveva iniziato lo studio e l’insegnamento dell’astrofisica: Fang Li-Zhi. La visita toccò diverse Università, ancora distrutte da quella che era stata chiamata “rivoluzione culturale”. Lo stesso Fang, e sua moglie Li Shu Xian, erano appena usciti da quattro anni di campo di lavoro.
Nonostante la mancanza di precedenti contatti scientifici fra il Prof. Ruffini ed il prof. Fang Li-Zhi, ben quattro obiettivi scientifici erano stati centrati indipendentemente da entrambi. Nel 1979 il Prof. Fang venne in Italia, per continuare le ricerche e venire a contatto con la realtà scientifica e storica italiana. Allora fu realizzato da Ruggero Orlando, il noto corrispondente della Rai da New York, con la partecipazione di Fang e Ruffini un programma per il centenario della nascita di Albert Einstein dal titolo: “Einstein anno zero”. Fu proprio in questo periodo che Fang riscrisse con Chu Yao Quan il volume “Dalle leggi di Newton alla teoria della relatività di Einstein”, oggi in italiano con il titolo “Verso l’unificazione”.
Nel 1982 è stato
organizzato il primo convegno internazionale scientifico a Shangai (III Marcel
Grossman Meeting) in Cina. Il Prof. Fang è stato promosso vice presidente
dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, e molti suoi studenti hanno cominciato a sparpagliarsi
nel mondo, dando contributi molto importanti. Nel 1985 il Prof. Fang assieme
al Prof. Ruffini, Prof. Sala, il Prof. Coyne ed al Prof. Giacconi fondarono l’ICRA.
La foto scattata il
6 Febbraio 1979 presso l’Università di Beijing, ritrae il Prof. Ruffini,
il Prof. Fang ed altri colleghi.
Nel 1987 a seguito degli eventi di Tienanmen Fang fu dismesso dalla carica di vice presidente dell’Università delle Scienze e della Tecnologia ad Hofei rimanendo però membro della prestigiosa “Academia Sinica”’. Probabilmente per i suoi discorsi in favore della democrazia tenuti attraverso la Cina e con la stampa estera. Sebbene non partecipò alle manifestazioni di piazza Tienanmen del 1989. A quel punto assieme alla moglie si rifugiarono all’ambasciata statunitense di Beijing. Costretto a vivere nell’ambasciata per un intero anno prima di poter lasciare la Cina, scrisse 4 lavori scientifici in qualità di membro ICRA, inoltre il riconoscimento internazionale per la sua eroica lotta per la difesa dei diritti umani e della democrazia crebbe enormemente. Dalla sua liberazione egli insegnò ad Oxford, Princeton e nell’Università dell’Arizona, dove è tuttora Professore.
Il 12 Settembre 1990 il Prof. Fang Li Zhi ha ricevuto la laurea “honoris causa” in Fisica dall’Università “La Sapienza” di Roma, come testimonianza di profonda stima e amicizia da parte della comunità scientifica italiana.
Può essere importante evidenziare il ruolo che Einstein ebbe nella vita di Fang Li Zhi, in particolare Fang trovò nelle idee politiche e nel comportamento di Einstein un esempio del ruolo pubblico di uno scienziato degno di essere seguito. Einstein naturalmente aveva avuto l’esperienza di fuggire dal nazismo ed era sempre coinvolto politicamente nelle battaglie per un giusto ordine sociale. Soprattutto nei suoi ultimi dieci anni di vita Einstein fu un attivo sostenitore dei diritti umani e della formazione delle Nazioni Unite. Fang, allora, può essere visto come un fervido sostenitore della libertà umana e della pace. Ha spesso criticato anche l’occidente di concepire la Cina come ‘totalmente diversa da ogni altra civiltà nel mondo...’ e che quindi ‘i diritti umani non sono adatti alla situazione cinese...’ (New Perspectives Quarterly, inverno 1992). Insiste affermando che il popolo cinese vuole la stessa libertà di ogni altro popolo, inoltre evidenzia che la comunità internazionale dovrebbe sostenere i diritti umani come standard universale. “I diritti umani non sono proprietà di una particolare razza o nazionalità, ognuno sulla faccia della terra dovrebbe goderne, da qualsiasi paese provenga o viva, penso che l’umanità stia lentamente iniziando a riconoscere ciò”. Qui la voce di un intellettuale cinese ci ricorda la nostra storia e le nostre responsabilità verso un popolo di un miliardo e duecento milioni di abitanti. Fang ha anche ricordato che le Germania Nazista ed il Giappone avevano entrambi economie produttive, ma erano ben lontane dal rappresentare democrazie liberali.