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GLOSSARIO...


In questa sezione sono visualizzate in ordine alfebetico tutti i termini più comuni usati all'interno del sito.

C

COLLAUDO (art. 9, DPR 447/98 e.s.m.i.)

Il certificato di collaudo, rilasciato sotto la piena responsabilità del collaudatore, avrà ad oggetto tutti gli adempimenti previsti dalle leggi vigenti per:

• le strutture edilizie;
• gli impianti produttivi;
• le misure e gli apparati volti a salvaguardare la sanità, la sicurezza e la tutela ambientate;
• la conformità alle norme di tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro e alle prescrizioni indicate in sede di autorizzazione.

Lo sportello è tenuto a verificare se la certificazione risulti conforme all\'opera ovvero a quanto disposto dalle norme vigenti e, tranne che non si tratti di errore od omissione materiale, ad assumere i provvedimenti necessari, ivi compresi:

  1. ordinare la riduzione in pristino a spese dell\'impresa;
  2. trasmettere gli atti alla competente Procura della Repubblica, dandone contestuale comunicazione all’interessato,

II rilascio del certificato positivo dì collaudo consente all\'imprenditore di poter mettere in funzione gli impianti fino al rilascia definitivo del certificato di agibilità, del nullaosta all\'esercizio di nuova produzione e di ogni altro atto amministrativo richiesto. Il buon esito del collaudo non esonera le amministrazioni competenti a esercitare le proprie funzioni di vigilanza e controllo in materia.


COMPITI DEI COMUNI

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ha attribuito (articolo 23) ai comuni le funzioni amministrative concernenti la realizzazione, l'ampliamento, la cessazione la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione di impianti produttivi, e ha disposto (articolo 24) che i comuni le esercitino attraverso un'unica struttura responsabile dell'intero procedimento.

I comuni, singolarmente o in forma associata anche con altri enti locali, dovranno pertanto individuare la struttura responsabile dell’intero procedimento nei confronti de soggetti privati sia con riferimento ai compiti affidati ad altre strutture comunali sia a quelli affidati ad altre amministrazioni coinvolte nel procedimento.


COMPITI DELL PROVINCE

Le province possono svolgere un ruolo di stimolo e di impulso, soprattutto quando le regioni affidano ad esse, sulla base di quanto previsto dall’art. 23, comma 2, dlgs 31/3/98, n. 112, compiti di coordinamento e di miglioramento dei servizi e di assistenza alle imprese, con particolare riferimento alla localizzazione e alla autorizzazione degli impianti produttivi e alla creazione di aree industriali.


COMPITI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

Le camere di commercio possono mettere a disposizione la loro esperienza in maniera di reti informatiche e telematiche, stipulando con i comuni, come espressamente previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo n°112/98, convenzioni per la realizzazione dello sportello unico.


COMPITI DELLE PREFETTURE

Le prefetture sono tenute a svolgere, anche in relazione alla circolare del ministero dell’interno n°59 del 22 maggio 1999, attraverso i comitati provinciali per la pubblica amministrazione, un positivo ruolo di promozione ai fini dell’integrazione dell’attività delle diverse amministrazioni.


COMPITI DELLE REGIONI

Alle regioni è attribuita dall’articolo 23 del decreto legislativo n°112/98 la funzione di assistenza alle imprese, oltre alla funzione loro propria di stimolo e coordinamento delle amministrazioni e degli enti da esse vigilate. Inoltre le regioni devono:

  • individuare, ai sensi dell’articolo 6, comma 6 del decreto del presidente dela repubblica n. 447/98, i criteri per l’individuazione degli “impianti a struttura semplice”, per i quali il termine di conclusione del procedimento è abbreviato;
  • disciplinare le aree industriali e delle aree ecologicamente attrezzate, che esonerano le imprese ivi localizzate dall’acquisizione delle autorizzazioni concernenti l’utilizzazione dei servizi presenti.

Le regioni possono inoltre promuovere e incentivare l’esercizio delle funzioni associate in materia di sportello unico.


COMUNITA’ MONTANE

Le comunità montane sono unioni montane, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane per l’esercizio di funzioni proprie, di funzioni delegate e per l’esercizio associato delle funzioni comunali.

Spettano alle comunità montane le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Comunità economica europea o dalle leggi statali e regionali.

L’esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi delegate dalla regione spetta alle comunità montane. Spetta altresì alle comunità montane l’esercizio di ogni altra funzione ad esse delegata dai comuni, dalla provincia e dalla regione.


CONFERENZA DEI SERVIZI

Istituto previsto per favorire l'esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo. La conferenza può essere indetta anche quando l'amministrazione procedente debba acquisire intese, nullaosta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche, (legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni da L. 80/2005).


CONSORZI

I comuni e le province, per la gestione associata di uno o più servizi possono costituire un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali in quanto compatibili. Al consorzio possono partecipare altri enti pubblici, ivi comprese le comunità montane, quando siano a ciò autorizzati, secondo le leggi alle quali sono soggetti.


CONTRATTO DI PROGRAMMA

II contratta di programma viene definito dalla legge n, 662/96 quale "contratto stipulato tra l'amministrazione statale competente, grandi imprese, consorzi di piccole e medie imprese e rappresentanze di distretti industriali per la realizzazione di interventi oggetto di programmazione negoziata". Salvo che per l'introduzione delle rappresentanze dei distretti industriali fra i possibili soggetti contraenti del patto, non sembrano esservi particolari differenze rispetto alla precedente, abrogata definizione.


CONTRATTO D’AREA

La legge n. 662/96, che lo ha introdotto ex novo, definisce il contratto d'area quale "strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo e la creazione di una nuova occupazione in territori circoscritti",

La finalità dello strumento è quella di creare nuova occupazione mediante lo stimolo agli investimenti, e ancor prima di determinare un ambiente favorevole alle iniziative imprenditoriali dal punto di vista della flessibilità amministrativa e delle condizioni di lavoro, incentivando gli accordi tra le parti sociali, le imprese, i soggetti pubblici operanti a livello locale.


CONVENZIONI/PROTOCOLLI D’IMPRESA

Servono a regolare i rapporti tra lo Sportello unico e le altre amministrazioni coinvolte- Queste apposite convenzioni o accordi possono essere stipulati ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativa 31, marzo 1998, n° 112 nonché ai sensi dell'articolo 15 della legge n° 241 del 1990. Negli accordi che regolano il rapporto di avvalimento dovrà essere in ogni caso previsto che ogni amministrazione deve individuare un responsabile dei rapporti con la struttura unica responsabile del procedimento:

  • che risponda al comune degli adempimenti affidati alla stessa amministrazione e del rispetto dei tempi;
  • che garantisca il flusso delle informazioni attraverso l'indicazione dei responsabili dei singoli procedimenti;
  • che in caso di inadempimento o ritardato adempimento da parto dei responsabili dei procedimenti, provveda all'applicazione delle sanzioni previste dalla legge e dai contratti, anche su segnalazione della struttura.