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GLOSSARIO...


In questa sezione sono visualizzate in ordine alfebetico tutti i termini più comuni usati all'interno del sito.

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PARERI DI SOGGETTI NON APPARTENENTI ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI O REGIONALE

Nell'ipotesi, infine, dovesse essere necessario acquisire al procedimento pareri di soggetti non appartenenti alle amministrazioni comunale o regionale; si applicheranno le disposizioni contenuto negli artt. 16 e 17 della legge 241/1990, e successive modifiche e integrazioni di cui all'art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127.


PATTO TERRITORIALE

La delibera Cipe del 21 marzo 1997 (e successive modifiche) definisce il patto territoriale come un accordo tra soggetti pubblici e privati, diretto alla promozione dello sviluppo economico. La stipula del patto fa nascere in capo ai soggetti che vi partecipano degli obblighi che possiamo così riassumere:

  • gli imprenditori si impegnano a localizzare in una specifica area geografica determinati investimenti o a promuovere nuove iniziative imprenditoriali;
  • le amministrazioni locali si impegnano a rilasciare i provvedimenti necessari per la realizzazione degli interventi imprenditoriali progettati (concessioni, autorizzazioni, ecc.), a semplificare le formalità amministrative, e, più in generale, a creare una situazione favorevole allo sviluppo delle nuove iniziative;
  • i sindacati si impegnano ad assicurare la flessibilità della forza lavoro, costituendo relazioni industriali "privilegiate".

PIANIFICAZIONE COMMERCIALE

Le Regioni in base al D.Lgs, 31 marzo 1998, n. 114, devono fissare i criteri di programmazione urbanistica riferiti ai settore commerciale, affinché gli strumenti urbanistici comunali individuino:

  1. le aree da destinare agii insediamenti commerciali ed, in particolare, quello nelle quali consentire gli insediamenti di medie e grandi strutture di vendita al dettaglio;
  2. i limiti ai quali sono sottoposti gli insediamenti commerciali in relazione alla tutela dei beni artistici, culturali e ambientali, nonché dell'arredo urbano, ai quali sono sottoposte le imprese commerciali nei centri storici e nelle località di particolare interesse artistico e naturale;
  3. i vincoli di natura urbanistica ed in particolare quelli inerenti la disponibilità di spazi pubblici o di uso pubblico e le quantità minime di spazi per parcheggi, relativi alle diverso strutture dì vendita;
  4. la correlazione dei procedimenti di rilascio della concessione o autorizzazione edilizia inerenti l'immobile o il complesso di immobili e dell'autorizzazione all' apertura di una media o grande struttura di vendita, eventualmente prevedendone la contestualità.

PIANO REGOLATORE GENERALE

È uno strumento di natura interdisciplinare che fissa le direttive generali di sistemazione dell'intero territorio comunale, anche con imposizione di limiti e condizioni di uso alla proprietà privata dei suoli. Esso riassume tutti i processi di trasformazione del territorio: ambientali, di tutela, di uso delle risorse, dei condizionamenti geologici e dell'uso del suolo, delle reti infrastrutturali, della mobilità, dell'inquinamento acustico od atmosferico e di tutti quelli che caratterizzano un determinato Comune.


PROCEDIMENTO PER AUTOCERTIFICAZIONE

Procedimento previsto dall'art. 6 del DPR 447/98 come modificato ed inte­grato dal DPR 440/00, secondo il quale l'imprenditore presenta tutte le auto-certificazioni che dovranno essere redatte da professionisti abilitati o da società di professionisti e firmate unitamente al legale rappresentante del­l’impresa.

Il procedimento ha inizio mediante la presentazione da parte dell'impresa di un'unica domanda, contenente, ove necessaria, anche documenti tecnico-edilizi, corredata dalle autocertificazioni attestanti la conformità dei progetti alle singole prescrizioni previste dalle norme vigenti in materia di:

  • urbanistica;
  • sicurezza degli impianti;
  • tutela sanitaria;
  • tutela ambientale.

La domanda e a documentazione prodotta sarà trasmessa allo sportello unico SUAP, anche mediante via telematica, che provvederà a trasferirla:

  1. alla Regione nel cui territorio è localizzalo l'impianto o l'area sulla quale dovrà sorgere il nuovo impianto;
  2. agli altri Comuni interessati;
  3. nonché, per il solo profilo di competenza, ai soggetti competenti per le veri­fiche,

Si possono verificare i seguenti casi:

  1. le amministrazioni richiedono un'integrazione di documentazione (entro 30 gg. dall'inizio dei procedimento): si chiede l'integrazione all'imprenditore e si sospendono i termini fino alla consegna della documentazione richiesta.
  2. decorso inutilmente il termine di sessanta giorni previsto per la conclusio­ne dell'iter procedurale l'impresa potrà procedere alla realizzazione del pro­getto in conformità alle autocertificazioni prodotte e allo prescrizioni conte­nute nei titoli autorizzatori, che abbia previamente acquisiti se necessari.
  3. Tuttavia il verificarsi del silenzio-assenso non esime il Comune e gli altri enti competenti di effettuare i controlli ritenuti necessari, né il responsabile del procedimento, nel caso in cui accerti dopo l'inizio dei lavo­ri la falsità di una delle autocertificazioni prodotte, di ordinare la riduzione in pristino a spese dell'impresa e disporre la contestuale trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica competente, dandone allo stesso tempo comunicazione all'interessato;
  4. Alla conclusione degli interventi l’impresa dovrà trasmettere al SUAP tutti i documenti di chiusura lavori e di conformità edilzia e urbanistica e sanitaria, ai fini dell’esercizio d’impresa.

PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO

Procedimento previsto dall'ari. 4 del DPR 447/98 secondo il quale tutte le autorizzazioni, pareri e nulla osta vanno richieste in maniera esplicita alle amministrazioni competenti.

Il procedimento è unico e ha inizio con la presentazione di un'unica domanda alta struttura, !a quale adotta direttamente, ovvero chiede alle amministrazio­ni di settore o a quelle di cui intende avvalersi ai sensi dell'articolo 24, comma 4, del decreto legislativo 321 marzo 1998, n. 112, gli atti istruttori o i pareri tec­nici, comunque denominati dalle normative vigenti. Le amministrazioni sono tenute a far pervenire tali atti e pareri entro un termine non superiore a novan­ta giorni decorrenti dal ricevimento della documentazione. Il provvedimento conclusivo del procedimento è, ad ogni effetto, titolo unico per la realizzazio­ne dell'intervento richiesto.

Qualora si tratti di opere da sottoporre alla valutazione di impatto ambientale (VIA), il termine diventa di centoventi giorni, ma può allungarsi di altri sessanta giorni in caso di richiesta di proroga da parie dell'amministrazione competente, la quale, nell'ipotesi in cui rilevi l'incompletezza della documentazione trasmessa, può richiederne, entro trenta giorni, l'integrazione. In tal caso, il termine riprende a decorrere dalla data di presentazione della documentazione completa, Si possono verificare i seguenti casi:

  1. le amministrazioni richiedono un'integrazione dì documentazione [entro 30 gg. dall'inizio del procedimento]: si chiede l'integrazione all'imprenditore e si sospendono i termini fino alla consegna della documentazione richiesta;
  2. le amministrazioni competenti si pronunciano tutte positivamente, allora lo sportello unico rilascia il provvedimento finale;
  3. una delle amministrazioni competenti si pronuncia negativamente, allora lo sportello unico dovrà provvedere a trasmettere la pronuncia all'istante entro i tre giorni successivi e il procedimento si intenderà concluso. Tuttavia il richie­dente, entro venti giorni dalla comunicazione, potrà richiedere alla struttura di convocare una conferenza di servizi al fine di concordare eventualmente quali siano le condizioni per ottenere il superamento della pronuncia negativa;
  4. i termini siano decorsi inutilmente, allora, entro i successivi cinque giorni, il responsabile del procedimento presso la struttura, potrà procedere alla con­vocazione di una conferenza dì servizi inviando l'invito a tutte le amministra­zioni pubbliche interessate dal provvedimento che intende adottare l'ammini­strazione procedente.

La struttura, su richiesta degli interessati, si pronuncia sulla conformità, allo stato degli atti in possesso dalla struttura, dei progetti preliminari dai medesimi sotto­posti al suo parere con i vigenti strumenti di pianificazione paesistica, territoria­le e urbanistica, senza che ciò pregiudichi la definizione dell'eventuale successi­vo procedimento autorizzatorio. La struttura si pronuncia entro novanta giorni.

Il responsabile unico del procedimento ha nei confronti delle altre ammini­strazioni ed enti pubblici il potere di convocare la conferenza dei servizi, anche a prescindere dalla richiesta dell'impresa, anche ai fini dei pareri pre­ventivi da rendere ai sensi dell'articolo 3, comma 3.