Torna a vivere la Fontana di Ettore Spalletti, situata nel piazzale antistante il Tribunale di Pescara. Dopo un importante intervento di restauro, uno dei simboli dell'arte contemporanea cittadina è stato restituito alla comunità. Non si tratta di una semplice fontana, ma di un’opera d’arte pubblica di rilievo internazionale, capace di richiamare l’interesse di appassionati e studiosi da ogni parte del mondo.
I costi del restauro e la sinergia pubblico-privato
I lavori di ripristino hanno richiesto un investimento complessivo di oltre 365.000 euro. Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e importanti realtà private del territorio.
I finanziamenti sono stati così ripartiti:
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Ministero della Giustizia: 135.800 euro;
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Comune di Pescara: 100.000 euro;
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Sponsor privati e Fondazioni: Fondazione Pescarabruzzo, Proger spa, Desma8 srl, ACA spa, Pomilio Blumm srl, Fondazione Banco di Napoli, B.C.C. di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, Hiteco spa e B.C.C. Abruzzese Cappelle sul Tavo.
La storia della Fontana di Spalletti
Inaugurata nel 2004, l’opera di Spalletti si presenta come un’ellisse perfetta di 15 metri per 9, interamente realizzata in pregiato granito nero assoluto dello Zimbabwe. Sulla sua superficie lapidea scorre un sottile velo d’acqua che tracima da una vasca azzurra, trasformando la pietra in uno specchio atmosferico capace di riflettere il cielo, le nuvole e i profili degli edifici circostanti.
“La scelta dei materiali nasce dal desiderio del colore: ho scelto il nero, l’azzurro e la luce”, spiegava il maestro Ettore Spalletti.
La forma della vasca richiama il "Disegno", un motivo ricorrente nella produzione dell’artista abruzzese, nel quale convivono le linee fondamentali della geometria: orizzontale, verticale, obliqua e curva. Sulla superficie nera, appena decentrata, emerge inoltre una forma in onice rosa, ulteriore elemento poetico e contemplativo dell’opera.
Arte e spazio pubblico nel cuore della città
L'opera "Fontana" dialoga da sempre con l’architettura monumentale del Palazzo di Giustizia di Pescara, offrendo una geometria assoluta nella forma e nel colore. Il granito nero, l’acqua e l’azzurro creano un silenzio visivo, un luogo di sospensione e contemplazione nel cuore della città.
La Fontana, definita dallo stesso Spalletti “uno specchio d’acqua che ricorda la luce della città”, torna a ridefinire il rapporto tra arte, spazio pubblico e comunità, riqualificando l'intera area urbana circostante.