Prot. 9453/2026
Descrizione del progetto
LINKANTIERE è il risultato di un processo di intelligenza collettiva. Scaturisce dalla volontà di contribuire in modo attivo e costruttivo, anche attraverso lo strumento del Bilancio Partecipativo del Comune di Pescara, al disegno della città che sarà. LINKANTIERE mira a promuovere una visione della rigenerazione urbana come processo condiviso, inclusivo e orientato al bene comune.
A seguito della mappatura dei beni comuni e dei bisogni di una parte della scena creativa cittadina, rimane costante nel tempo la volontà di individuare luoghi di collettivizzazione e aggregazione per chi appartiene all’ecosistema delle industrie culturali e creative. La compagine civile può apportare il proprio contributo all’interno del processo di tutela e rigenerazione degli spazi comuni in capo all’amministrazione pubblica. La proposta mira all’individuazione, all’interno dell’elenco proposto, di uno spazio oggetto di cantiere da parte dell’amministrazione. L’area di intervento, o parte di essa, verrà condivisa temporaneamente con la società civile, trasformando il tempo della metamorfosi fisica del bene architettonico in un’opportunità di ripensamento identitario, attivazione sociale, culturale e civica.
LINKANTIERE promuove una visione della rigenerazione urbana in cui il riuso temporaneo, le arti e la creatività diventano strumenti di attivazione civica e di diffusione dei valori del bene comune. Il cantiere non è più solo uno spazio di attesa, ma un luogo di possibilità, in cui amministrazione e cittadinanza possono costruire insieme un percorso di trasformazione condiviso, rafforzando il senso di appartenenza, la cura dei luoghi e la responsabilità collettiva verso la città di Pescara.
In molti casi, i cantieri urbani rappresentano per la cittadinanza una fase di chiusura, sospensione e distanza dallo spazio pubblico. Recinzioni e interdizioni, seppur necessarie, contribuiscono spesso a rafforzare la percezione di uno spazio sottratto all’uso collettivo, generando disaffezione e una progressiva deresponsabilizzazione nei confronti dei beni comuni. LINKANTIERE tenta di ribaltare questa logica, riconoscendo il tempo del cantiere come un tempo pubblico, da abitare e attraversare in forme nuove e controllate, rivitalizzando lo spazio durante la sua rigenerazione strutturale.
Un esempio di spazio che potrebbe essere oggetto di un simile intervento è rappresentato dall’edificio del Dopolavoro Ferroviario di Pescara, spazio di grande valore storico e simbolico per la città, oggi interessato da un processo di trasformazione, ma ancora percepito come marginale e poco accessibile. La proposta non mira ad anticipare o sostituire progetti di riqualificazione definitiva, bensì ad affiancarli attraverso l’attivazione di un riuso temporaneo di alcune parti dei beni architettonici, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e con le fasi dei cantieri.
Accanto al cantiere fisico, necessario alla rigenerazione materiale dello spazio, si propone l’attivazione di un “cantiere dell’immaginario”, inteso come spazio di sperimentazione creativa e civica. Attraverso le arti, la fusione dei linguaggi e le pratiche partecipative, l’edificio viene attenzionato, torna a essere vissuto, raccontato e interpretato dalla cittadinanza, diventando un laboratorio aperto di idee, relazioni e visioni per il futuro.
Esempi di attività da svolgere durante il tempo di cantiere: spazi di coworking per condividere conoscenze, know how e relazione, installazioni artistiche temporanee basate sui principi del placemaking, residenze temporanee, pratiche di racconto e azioni leggere possono contribuire a riattivare il legame tra comunità e spazio pubblico.
La condivisione temporanea sarà guidata da un collettivo di proponenti, ma pensata per essere aperta alla cittadinanza attiva. Si favoriscono così sia processi di scambio e condivisione delle conoscenze, valorizzando competenze locali spesso invisibili, sia occasioni di apprendimento collettivo. Il riuso temporaneo diventa uno strumento di inclusione e di crescita civica, capace di diffondere valori quali la collaborazione, la cura del bene comune e la partecipazione attiva alla vita della città.
Tra gli obiettivi di LINKANTIERE, il rafforzamento del senso civico e della presa di responsabilità da parte della società civile, il coinvolgimento diretto dei cittadini nella riappropriazione di uno spazio comune, anche in una fase transitoria, il contrasto ai meccanismi di delega passiva e la promozione di una cittadinanza consapevole e corresponsabile. La cura condivisa contribuisce a generare rispetto per il luogo e attenzione al suo uso, riducendo fenomeni di abbandono e conflittualità e aumentando il benessere comunitario e il valore socio economico nell’area.
Il sostegno a pratiche di riuso temporaneo consente di attivare risorse sociali e culturali già presenti sul territorio, ottimizzando l’investimento pubblico e producendo benefici che vanno oltre la sola riqualificazione fisica. Inoltre il coinvolgimento anticipato della cittadinanza favorisce una maggiore accettazione e condivisione degli interventi futuri. Il senso di appartenenza ai luoghi si costruisce attraverso l’esperienza diretta e la possibilità di contribuire al loro significato. Vivere uno spazio pubblico durante il cantiere permette ai cittadini di sviluppare un legame più profondo con il luogo, basato non solo sull’uso finale, ma sulla partecipazione al processo di trasformazione. Nel caso esemplificativo del Dopolavoro Ferroviario, ciò significa riattivare una memoria collettiva legata alla socialità e al lavoro, reinterpretando in chiave contemporanea e aperta.
In linea con quanto previsto dal Documento Unico Programmatico e dalle linee di indirizzo amministrazione, l’amministrazione comunale incentiverebbe forme di governance collaborativa, in linea con i principi del Bilancio Partecipato e utilizzando strumenti giuridici aggiornati (es. PSPP vs affidamento diretto).
Contesto di riferimento
La città di Pescara è nuovamente attraversata da una fase di fermento, una trasformazione rumorosa, ma significativa. Cantieri e investimenti strutturali, oltre a generare disagi, stimolano curiosità su possibilità di cambiamento, materiale immaginifico per i residenti stabili e per i nuovi o temporanei.
Il fenomeno del rientro a casa e della stabilizzazione di una nuova generazione di professionisti creativi è dimostrato a livello nazionale e locale. Si tratta di figure che operano su scala locale, nazionale e internazionale – creativi, professionisti della cultura e delle arti, ricercatori e operatori delle industrie culturali e creative – che scelgono Pescara come propria base, non tanto per le opportunità offerte dal mercato locale, ancora limitato per questi settori, ma per una combinazione di condizioni personali e professionali oggi rese possibili anche grazie alle nuove forme di lavoro agile e fragile.
Il ritorno a casa risponde a logiche di natura molteplice: il desiderio di un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita personale, la posizione geografica centrale e la presenza di infrastrutture per i trasporti, una dimensione urbana accessibile, tempi di vita quotidiana meno compressi, reti affettive e sociali già esistenti, la connessione con la natura, con la montagna ed il mare, che la città – e, più in generale, la Regione offrono. Queste condizioni contribuiscono ad una situazione di privilegio contemporaneo, che ridefinisce il concetto di attrattività urbana al di là delle metriche tradizionali (economiche, sociali, turistiche etc.).
Su questa tifoseria/fanbase locale di creativi – radicati territorialmente ma connessi a reti esterne – si innesta un potenziale ancora in larga parte inesplorato. Il fenomeno, ancora frammentato e spesso invisibile, può essere strutturato e reso una prassi riconoscibile, capace di essere raccontata anche all’esterno come modello alternativo di vivere e produrre contemporaneità. Un paradigma che superi le logiche del provincialismo verticale e individualista, ancora fortemente presenti, e che propone invece una visione identitaria contemporanea della città, orizzontale, collaborativa e comunitaria e che desidera utilizzare linguaggi della creatività, anche per innescare un processo di valore socio economico e culturale impattante per la comunità.
In questo scenario, gli spazi pubblici assumono un ruolo centrale. Non come meri contenitori culturali o luoghi a destinazione esclusivamente artistica, ma come infrastrutture civiche della creatività, Terzi Luoghi (Ray Oldenburg) capaci di collettivizzare i processi, favorire l’incontro tra competenze diverse, attivare scambi informali e generare valore diffuso. Luoghi aperti, flessibili, ibridi, in cui il confine tra produzione culturale, vita quotidiana e partecipazione civica si fa poroso.
La mancanza, o la debolezza, di spazi pubblici condivisi dedicati alla sperimentazione e alla co-produzione/creazione rappresenta oggi uno dei principali limiti allo sviluppo di questo ecosistema. La mancanza di una destinazione d’uso riconosciuta pubblicamente e non esclusivamente privatistica di alcuni spazi comuni in cui riconoscersi disperde le energie, non trasforma i percorsi individuali in traiettorie collettive, e il potenziale trasformativo per la città attraverso la creatività rimane inespresso.
Gli enti locali e il Comune in primis si configurano come soggetti co-responsabili e garanti di questa componente della filiera, custodi dei beni comuni (teoria dei commons) e abilitatori di processi. E’ necessario mettere a disposizione spazi, infrastrutture, spesso inutilizzate o sottoutilizzate, quali condizioni abilitanti e cornici di senso. Oltre che attivare processi di collettivizzazione insieme ai privati, ai creativi quali mediatori, alle comunità informali e a tutte le persone che scelgono di rendersi co-responsabili dell’attivazione dei luoghi.
Il processo di riabitare, riattivare e riaccendere gli spazi pubblici non implica necessariamente una destinazione finale prettamente culturale. Al contrario, la forza del modello risiede nella sua capacità di innestarsi in funzioni ibride: spazi di lavoro, di socialità, di formazione, di prossimità, di cura. In questo contesto, le arti e la creatività trasformano il proprio ruolo tradizionale legato soltanto a finalità estetiche e diventano strumento di civiltà, si trasformano in catalizzatori, enzimi, dispositivi trasversali in grado di generare relazioni, aumentare il benessere collettivo, rafforzare il senso di appartenenza e migliorare l’attrattività e la reputazione complessiva del territorio.
La città di Pescara può raccontarsi, a se stessa e all’esterno, quale laboratorio urbano diffuso, capace di valorizzare le proprie risorse umane, il tempo, la qualità dello spazio e la relazione con la comunità. Un luogo in cui la creatività non è eccezione, ma pratica quotidiana condivisa. Un luogo dove voler (tornare a) vivere.
Abbiamo individuato collettivamente, un numero ampio di edifici sul territorio cittadino, periferici e centrali, attualmente dismessi o in fase di trasformazione, che condividono tutti la natura della proprietà e un comune stato di inutilizzo. Condividiamo volentieri l’elenco di questi luoghi in una fase successiva del progetto.
Risultati e benefici attesi
L’attuazione del progetto LINKANTIERE consente di generare benefici immediati e diffusi per la città di Pescara.
- Primo risultato atteso, la riattivazione temporanea di luoghi oggi percepiti come chiusi o marginali, trasformando il tempo del cantiere in una fase di apertura e sperimentazione, contribuendo a contrastare la percezione di abbandono e restituire allo spazio pubblico una funzione sociale anche durante la trasformazione fisica.
- LINKANTIERE favorisce il rafforzamento del senso civico e della partecipazione attiva, promuovendo una presa di responsabilità condivisa da parte della società civile. Il coinvolgimento di una porzione di cittadinanza attiva, diretto e guidato da professionisti del settore delle industrie culturali e creative, sviluppa maggiore consapevolezza del valore dei beni comuni e del ruolo attivo della comunità nella loro valorizzazione, gestione, cura. Questa forma di partecipazione anticipata ai processi di rigenerazione può quindi diventare elemento di collante identitario e strumento verso una relazione più profonda tra cittadinanza e spazio pubblico.
- LINKANTIERE attiva processi di scambio e condivisione delle conoscenze, valorizzando competenze locali e favorendo l’incontro guidato tra soggetti e generazioni diverse. Le arti e la creatività operano come strumenti di inclusione, dialogo e diffusione di valori quali collaborazione, cura e rispetto dello spazio comune. Il progetto risponde inoltre ad un’attesa concreta della comunità creativa locale: disporre di spazi pubblici accessibili, funzionali, funzionanti.
- LINKANTIERE contribuisce a migliorare la vivibilità urbana, la percezione di sicurezza e la qualità dello spazio pubblico, generando quindi un’eredità positiva in termini di relazioni consolidate, pratiche sperimentate e modelli replicabili di rigenerazione partecipata.
Documentazione grafica/fotografica

Pagina aggiornata il 22/04/2026